GLI ALPINI E IL MILITE IGNOTO
Il 20 giugno 1921 il governo presentò una legge per rendere omaggio solenne a un soldato ignoto. Fu istituita una commissione che cercò undici salme ignote ed anonime recuperate nei luoghi di combattimento più cruenti del primo conflitto mondiale in rappresentanza degli oltre 100.000 soldati italiani scomparsi e mai identificati. Le 11 Salme furono radunate nella Basilica di Aquileia (UD) il giorno 28 ottobre 1921 e nel silenzio solenne una donna, Maria Bergamas di Gradisca di Isonzo e madre di Antonio un maestro di 24 anni di Trieste che si era arruolato sotto falso nome nell’Esercito Italiano in quanto suddito austriaco e morto nel 1916 la cui tomba insieme a molte altre fu distrutta da un bombardamento, si fermò inginocchiandosi davanti a una di esse e la designò quale rappresentanza di quella del figlio e di tutti i dispersi. Le altre 10 bare furono tumulate nel cimitero della Basilica dove, dopo la sua morte, venne sepolta anche Maria Bergamas. Lo stesso giorno la bara venne posta su un affusto di cannone ed un treno speciale in 8 giorni in 19 tappe attraversò l’Italia fra la commozione e l’onore di tutta la popolazione per arrivare infine a Roma il giorno 4 novembre anniversario della vittoria e traslata sull'Altare della Patria (Vittoriano), dove la tomba del Milite Ignoto divenne il simbolo di tutti i Caduti. Al Milite Ignoto fu concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare con una motivazione che sottolineava l'eredità di una intera Nazione ed il sacrificio di migliaia di giovani. E questa è la Storia (con la S maiuscola) ma noi alpini cosa c’entriamo?
Ebbene, nel 2021, in concomitanza del centenario della traslazione del Milite Ignoto, l’Associazione Nazionale Alpini tramite ognuno degli oltre 4.200 Gruppi presenti in Italia ha proposto alle Amministrazioni Comunali di dedicare una via, piazza o simile alla memoria del Milite Ignoto e anche noi a San Vittore Olona abbiamo coinvolto il Comune in questa iniziativa arrivando a dedicare a questa figura il “largo” antistante il Cimitero dove si trova la Tomba dei caduti sanvittoresi, si però mancava qualcosa e quella “lacuna” l’abbiamo colmata domenica 2 novembre quando durante le celebrazioni del 4 novembre abbiamo inaugurato un cippo che abbiamo voluto donare alla cittadinanza quale segno tangibile e memoria visiva di riconoscenza a tutti quei ragazzi che non hanno fatto ritorno a casa e rimasti senza neppure una tomba dove poterli ricordare. Questo abbiamo rimarcato anche un paio di giorni dopo con gli alunni delle elementari che abbiamo accompagnato in visita e ai quali abbiamo affidato la memoria storica di questo fratello mai conosciuto ma che ha contribuito a donarci la pace di cui oggi godiamo. E’ stato per noi alpini sanvittoresi un modo particolare e significativo di concludere il ciclo di manifestazioni e cerimonie che hanno fatto parte delle celebrazioni per il nostro 70° di fondazione del Gruppo e se siamo riusciti a entrare nel cuore di quei ragazzini, allora abbiamo assolto al motto ”ONORARE I MORTI AIUTANDO I VIVI” perché, pur non trattandosi di un aiuto visibile, certamente li aiuterà ad essere buoni cittadini.
Franco