97° ADUNATA NAZIONALE
Dal 7 al 10 maggio Genova ha accolto migliaia (si parla di 400.000 persone, dati del Comune ligure) di alpini accorsi per celebrare la loro 97° Adunata Nazionale all’ombra della Lanterna. A onor del vero le premesse non erano state delle migliori a causa del clima di sospetto e paura (???) instillato in aperta malafede nei cittadini da alcune organizzazioni che da alcune settimane paventavano la calata dei barbari, incivili, molestatori, scrocconi delle casse comunali e che nei giorni precedenti avevano tappezzato di simili manifesti alcune zone della città, salvo naturalmente dimenticare l’aiuto portato proprio dagli alpini nel corso delle alluvioni che frequentemente hanno colpito la città, la pulizia lasciata al termine dell’Adunata, e l’indotto stimato in circa 170 milioni di Euro “causato” dalla presenza di tutta ‘sta gentaglia… Personalmente devo dire che nei quattro giorni che ho trascorso a Genova e nelle sue periferie mi sono sempre trovato bene, ho incontrato solo gente contenta della nostra presenza, famiglie che cantavano e ballavano con noi e che, come ha detto nel suo discorso in Piazza De Ferrari il venerdì pomeriggio in occasione della parata della Bandiera di Guerra il Governatore della Regione Liguria Marco Bucci: “La vera Gente di Genova e della Liguria non è quella che imbratta e scrive frasi offensive sui muri ma le migliaia di cittadini con bambini e famiglie che oggi sono qui con voi e che grazie a voi sono contenti di poter vivere la città per alcuni giorni sottratta alla delinquenza ed invasa da una sana allegria”.
Certo nel marasma e nel numero non sono mancate le scene deplorevoli di chi ha approfittato del clima per mostrare la parte peggiore di se e personalmente mi chiedo come mai, malgrado le rassicurazioni riportate sul nostro giornale nazionale sulla “tolleranza zero” per quanto riguarda i vergognosi trabiccoli anche quest’anno, anzi soprattutto quest’anno ho assistito a delle mostruosità in quanto a rumore, inquinamento e comportamenti sguaiati dei quali si sono (giustamente stavolta) lamentati i nostri detrattori. Ho avuto la fortuna di poter salire e visitare il veliero Amerigo Vespucci, unanimemente da tutti considerato la nave più bella del mondo e posso dire che è stato fra i momenti più emozionanti dell’Adunata. Come sempre la cittadella degli alpini e della Protezione Civile dell’A.N.A. ha riscosso un successo trionfale con un flusso ininterrotto di alpini e famiglie con bambini che hanno potuto vedere l’altra faccia degli uomini e donne col Cappello alpino a riprova che c’è un tempo per ridere e cantare insieme così come quello dell’impegno civile. La frase che più mi è rimasta impressa è stata quella di un giovane Carabiniere che stazionava all’inizio di Via XX settembre che mi ha detto testualmente: “ Se tutti i servizi di ordine pubblico fossero così, fra noi ci sarebbe la fila per farli, siamo qui praticamente a fare da spettatori”. Purtroppo questa volta Giove Pluvio ci ha messo lo zampino e dopo tre giornate di sole e bel tempo, la domenica mattina ci siamo svegliati con un cielo plumbeo e nuvoloni che non promettevano niente di buono che ha comunque permesso l’inizio della sfilata con le delegazioni estere che come sempre hanno riscosso l’ammirazione e gli applausi di tutti e se lo meritavano in quanto molti di loro per essere presenti si sono sobbarcati sino a 30 ore di volo TUTTE A LORO SPESE per testimoniare come ogni anno la vicinanza all’Associazione e l’amore per quell’Italia che molti spesso denigrano. Ma come preannunciato verso le 10 si è scatenato l’inferno…di acqua e seppur con brevi interruzioni il maltempo è durato sino a sera limitando la partecipazione di alcuni e riuscendo a rispettare, stranamente, l’orario del programma. A conclusione della trasferta il bilancio è stato comunque positivo, malgrado i timori della vigilia e sui volti bagnati degli alpini restava la soddisfazione di essere stati presenti a quello che rimane il più importante momento associativo dell’A.N.A. con il pensiero già rivolto a Brescia 2027.
Franco