Messa di Natale 2021 (Gennaio 2022)
Data:
Argomento: Sezione ANA Milano


MESSA DI NATALE 2021

Anticipando la data canonica del  25 dicembre:  celebrazione del Santo Natale,  gli  alpini si sono ritrovati   la domenica del 12/12/2021 per mantenere la promessa  fatta dal Ten. Prisco e ormai statutaria  per l’Associazione Nazionale Alpini … per non dimenticare i nostri morti, quelli che non tornarono più a “baita“ e  quelli che successivamente   fino ai nostri giorni posero” lo zaino a terra” . La cerimonia iniziata già sul piazzale del Duomo di Milano e proseguita  con la celebrazione della S.ta Messa  si concluse con l’onore ai Caduti  presso il Sacrario Militare di Piazza Sant’Ambrogio. Due devozioni  (quella religiosa e quella civile) si sono unite in un dovere che coinvolse totalmente la ns. Associazione. Purtroppo le disposizioni necessariamente imposte dall’autorità sanitaria hanno frenato l’affluenza degli Alpini in particolar modo dalle sezioni più lontane (ho visto il vessillo di Gemona, città che non si trova dietro l’angolo   e questo significa   qualcosa) comunque eravamo veramente in tanti schierati davanti a quella bellezza mondiale chiamata Duomo; siamo persino entrati in Chiesa durante la S.ta Messa, cosa non prevista fino all’ultimo se non ai prenotati fino a numero chiuso  oltre all’aumento delle presenze consentite nel piazzale antistante: indubbiamente riandando alle precedenti annate eravamo in numero minore ma la nostra splendida Associazione c’era per intero, omaggiata dalle numerose presenze civili e militari. (a tal proposito e non voglio offendere nessuno ci mancherebbe altro, in queste manifestazioni di largo respiro ci sono sempre dei “sassolini nelle scarpe” chiamati  interventi celebrativi: purtroppo abbastanza  spesso, superano  quel tempo dopo il quale non ti ascolta più nessuno  con la scontata conseguenza che, quegli stessi  interventi, si  ritorcono sugli  oratori ma espressi  con la fantasia degli astanti che si sbizzarrisce   in quei molteplici idiomi di cui è ricca la nostra lingua, dialetti compresi).



Non potevano  mancare gli alpini  del ”San Vittore Olona“ presenti in buon numero. Quest’anno inoltre   siamo stati incaricati  a reggere uno dei striscioni sia durante la cerimonia davanti al duomo per l’alzabandiera   sia, dopo la Santa Messa, durante il momento commemorativo e di ringraziamento  delle  autorità civili e militari  rivolto  alla nostra Associazione e, per concludere, durante il corteo diretto al Sacrario Militare. Sorreggere lo striscione ti mette in una posizione quasi di privilegio, vivi la sfilata in un modo diverso scoprendo quanti leggano e fotografano quelle parole che indubbiamente suscitano nei presenti ai lati del percorso  almeno un attimo di riflessione. Lo si percepisce da subito, ovviamente  quelle scritte che riassumono gli impegni e le speranze della nostra attività associativa hanno un significato anche per loro e tutto ciò non è da sottovalutare, rimane a noi il rimanere coerenti a quanto scritto. ”veci e bocia” sono termini ormai conosciuti dal nord al sud della nostra Italia, non hanno bisogno di traduzione,  la nostra gente sa che si parla di alpini ...   Per cambiare spulciando la cronaca:  durante la cerimonia sul piazzale del Duomo c’è stato un attimo di incertezza quando da una strada adiacente arrivarono diverse urla,  forse   da qualche corteo  di contestazione e, fra noi, ”mo ci siamo”  ma  che fortunatamente  cessarono da subito cosa che non fece un “giocatore“ solitario:  già da bordo piazza continuò e  ci perseguitò   durante  tutto il corteo e non certo in vena di incensare o applaudire;  forse per quella mattinata non aveva nient’altro da fare: d’altra parte ci vogliono anche questi superdotati di gran fantasia per garantire un po’ più di folklore alla giornata. Ancora una finestrella alla narrazione: dispiace ma purtroppo è avvenuta, mentre dal Duomo,  annunciati  dal presentatore, uscivano i gonfaloni dei vari comuni del milanese sedi dei gruppi alpini un vicino mi chiese “ma  ndu alè el to San Vittur?  Eh, ndu alè?” Una piccola, grande pecca che non abbisogna di spiacevoli repliche; in tanti anni credo sia stata la prima volta. Comunque, alla fine,  tutto finì in gloria  con una  giornata tipicamente invernale ricca di speranze, di aria frizzante e di sole.   

                                                       Pio        

 







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