Cosa c'è dietro il settantesimo?
E si, dietro la ricorrenza della costituzione del Gruppo Alpini di San Vittore Olona c'è tanto lavoro, fatiche, arrabbiature ma mai rassegnazione e delusione. In una parola tanta alpinità! E' questo che vorrei cercare di raccontare lasciando ad altri la cronaca dei festeggiamenti dell'importante ricorrenza. Infatti è nella preparazione dell'evento che si manifestano al meglio le capacità organizzative, il darsi da fare, l'inventiva, la voglia di fare, la passione di noi Alpini! Ricorrenza inusuale per i Gruppi Alpini che normalmente festeggiano gli anniversari ogni venticinque anni. Ma quest'anno volevamo far coincidere la festa con il rinnovo della convenzione con il Comune che assicura la nostra presenza e le nostre attività sul territorio. Che come per tutti i Gruppi Alpini, non si limitano ad una mera presenza simbolica, ma sono di grande ausilio alla collettività. Veniamo al dunque. Tutto incomincia qualche mese prima con la mobilitazione delle truppe (siamo un'organizzazione combattentistica e d'arma), da parte del Capo. Si definiscono il programma e le cose da fare. Gli impegni sono ambiziosi: oltre alle manifestazioni che vogliamo comunque ricche e significative, c'è da mettere mano alla "baita", per noi un fiore all'occhiello, simbolo delle fatiche dei nostri veci, gioiello del territorio, punto di riferimento cittadino. I lavori sono tanti e i soldi sono pochi! Ma è normale per noi Alpini.
Per cui ci siamo rimboccati le maniche e sotto la direzione del capo cantiere scrosta , pulisci, tinteggia. Le truppe, nel frattempo si sono fisiologicamente assottigliate. Il tempo passa per tutti e per noi Alpini un po' più velocemente! Che fare? Facciamolo fare ad un professionista. Bene. Certo non lo saprà fare come l'avremmo fatto noi (gelosia, tipica di noi Alpini), e i soldi? Ma c'è il Bando Regionale di finanziamento delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma! Sembra fatto apposta. Che sarà mai, una semplice formalità. Una formalità? Solo chi ci è passato ha provato i brividi della burocrazia per ottenere (pardon chiedere) quattro soldi di aiuto! Però la testardaggine alpina ci ha consentito di essere ammessi al finanziamento. I soldi, se va bene, li vedremo l'anno prossimo. Il programma delle manifestazioni: un Gruppo normale si sarebbe limitato alla sfilata cittadina con la banda comunale che "arrangia" un "33"! Noi no! Insieme alla bravissima banda cittadina con la quale intratteniamo un rapporto speciale, perché non prevedere la partecipazione della Fanfara Sezionale? E poi: per un settantesimo non vuoi mettere una serata con un bel Coro Alpino? E non un coro normale, il coro Orobica, fra i più bravi e accreditati. Non vogliamo farci mancare niente. Certo che il settantesimo si festeggia una sola volta nella vita! La fantasia del Capo sforna l'idea di una mostra di reperti della prima guerra mondiale. Noi abbiamo una piccola dotazione, ma per la ricorrenza occorre largheggiare. Lui conosce appassionati collezionisti. E' a loro che ci rivolgiamo, sperando intimamente che dicano di no! E invece? Sono entusiasti nel fornirci, nel rispetto delle disposizioni legislative e con garanzia di cura e controllo, reperti unici. E organizza anche la mostra! Non è finita! Conoscete il rapporto speciale che ci lega ai ragazzi e in particolare agli allievi delle scuole primarie e di primo grado del nostro Comune: periodicamente gli Alpini, d'accordo con il corpo docente, organizzano incontri a scopo didattico al fine di far riflettere sulle caratteristiche e sulla brutalità degli eventi bellici. Su questa scia e in occasione del settantesimo non potevamo non organizzare un incontro con un personaggio, Luca Barisonzi, che di uno di quegli episodi è rimasto vittima. Sempre per i ragazzi con il Gruppo cinofilo a noi associato, organizzeremo una dimostrazione pratica di ricerca di persone disperse. Infine ultima ma non ultima iniziativa, a chiusura delle manifestazioni il quattro novembre inaugureremo un cippo da noi donato al Comune a ricordo dei caduti di tutte le guerre. Per fortuna di settantesimo ce n'è uno solo! Per finire mi corre l'obbligo di formulare un sentito ringraziamento a tutti gli Alpini e alle loro "ragazze" che con sacrificio e a volte contribuendo economicamente hanno consentito l'organizzazione della grande festa. Due nomi però devo farli: Angelo e Franco e chi conosce il nostro Gruppo sa a chi mi riferisco. Sono stati la mente e la spinta propulsiva che hanno consentito di organizzare tutto questo.
Enrico Girotti