UL FALO’ DA SANT’ANTONI
Veramente tribolata questa 26° edizione del falò di S. Antonio che ci vede come ogni anno offrire alla cittadinanza un momento di aggregazione sulla scia della tradizione popolare che vedeva nel giorno dedicato al Santo, il 17 gennaio, bruciare in ogni giardino o prato delle cataste o fascine di legna quale eliminazione dei problemi del vecchio anno e buon auspicio per quello entrante. Ebbene, tribolato quest’anno in quanto, pur cadendo nella giornata esatta della ricorrenza, ci siamo visti costretti a rinviarlo alla settimana successiva a causa del maltempo che poi alla fine proprio così disperato non lo è stato, mentre la settimana successiva e cioè sabato 24 Giove Pluvio ha scatenato la sua furia sugli “incavolati” alpini che comunque con indomito e fiducioso spirito sin dal primo mattino si sono dati da fare per innalzare la pira con un occhio continuamente rivolto al cielo e la speranza che faceva dire a tutti: “magari stavolta le previsioni non l’azzeccano…”. Purtroppo le previsioni in questo caso l’hanno azzeccata in pieno, addirittura al minuto, tanto che dopo averci illuso con una leggera pioggerellina protrattasi fino alle 20,30, da li in poi si è scatenato l’inferno che se normalmente è raffigurato in un luogo di calore e fiamme nel nostro caso era in forma liquida tanto da costringerci a rispettare al minuto la tabella di marcia e così puntuali alle 21, dopo un saluto agli ospiti da parte nostra e del Sindaco Marco Zerboni, presente con Don Alessandro, abbiamo dato fuoco alle micce posizionate alla base della pira che, miracolo di abilità pirotecnica, si è accesa immediatamente pur con la legna completamente bagnata regalando uno spettacolo veramente suggestivo alle persone che malgrado il tempo hanno voluto essere presenti alla manifestazione.
A questo scopo dobbiamo dire che nemmeno noi ci aspettavamo una simile partecipazione viste le condizioni climatiche, partecipazione naturalmente non paragonabile agli scorsi anni ma certamente numerosa e soddisfatta che si è poi riversata sotto il gazebo dove gli alpini provvedevano alla distribuzione di vin broulè, cioccolata calda e panettone contribuendo con le proprie offerte a raccogliere una discreta somma destinata interamente all’oratorio sanvittorese. Quest’anno abbiamo avuto anche la collaborazione di una squadra di volontari della Protezione Civile di Cerro Maggiore presenti con un mezzo antincendio a disposizione per eventuali emergenze, mentre purtroppo è mancata la presenza degli amici del Complesso Bandistico ma d’altra parte come detto all’inizio questa è stata una edizione anomala e come tale ce la siamo goduta ugualmente. Che dire quindi se non grazie a tutti i partecipanti, dalla popolazione agli alpini che veramente in gran numero hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento con un arrivederci all’edizione n. 27 del nostro Falò di S. Antonio.
Franco