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Associazione Nazionale Alpini - Gruppo di San Vittore Olona- Via Alfieri - 20028 San Vittore Olona (MI) tel: 3333450040 - m.a.alpinisvo@alice.it
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Gruppo Alpini San Vittore Olona


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Gruppo Alpini San Vittore Olona: Gruppo

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Sacro e profano (Luglio 2020)
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SACRO E PROFANO

Due termini di senso opposto  ma necessari per inquadrare  due momenti della nostra vita di gruppo. Purtroppo la chiusura  delle nostre ”baite”, speriamo ancora per poco,  crea un notevole ostacolo alla  vita di gruppo. Infatti gli incontri settimanali erano il momento nei quale ci si trovava per vivere  la familiarità e  nella quale, di volta in volta,  fare il punto della situazione. Ora l’impossibilità di tutto ciò  evidenzia l’importanza del nostro notiziario per cui è giusto, suo tramite, portare a conoscenza dei soci  quanto  fatto o ipoteticamente fattibile. Detto ciò veniamo al SACRO: niente di superlativo ma sicuramente di una valenza non trascurabile: mi riferisco  all’invito espresso dal Parroco  su proposta del Comune ossia riunire le varie Associazioni in un momento di  raccoglimento in memoria dei nostri morti e nello specifico delle  vittime di questo virus che ci sta distruggendo. Fu cosi che  ci siamo  riuniti un giovedì sera durante la Santa Messa Vespertina assieme al Consiglio Comunale, all’Arma dei Carabinieri nella persona del comandante di Stazione, alla  Polizia Locale, con i rappresentanti delle varie associazioni, Banda, Croce Azzurra, Alpini, Scout. L’omelia del Parroco e le parole  del Sig. Sindaco diedero risalto al  nostro essere presenti: mi ritrovai   da subito  con la fantasia lassù in Ortigara  presso la Colonna Mozza, il nostro monumento Alpino immortalato dal motto “per non dimenticare”:  ora siamo oppressi da una guerra seppur d’origine diversa  ma  sempre di  guerra si tratta: allora nel ’15 - ‘18 ha causato una  strage  per motivi  politici, patriottici; ora  questa pandemia  sta  mettendo  a dura prova il mondo intero. Mi permetto di suggerire: forse la Natura sta tentando di dirci qualcosa? 

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VITA ASSOCIATIVA (Giugno 2020)
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VITA ASSOCIATIVA


La pandemia che ha colpito in tutto il mondo ogni aspetto della vita considerata “normale”  sino all’inizio di marzo, ha inevitabilmente avuto ripercussioni anche su ogni tipo di vita associativa, compresa quella degli alpini. A parte le situazioni tragiche che hanno visto coinvolti i fratelli delle Sezioni Bergamasche e Bresciane che hanno purtroppo annoverato fra le loro file la scomparsa di molti Soci che erano stati colonne portanti dell’Associazione, fondatori di Gruppi e Sezioni e portatori di saggezza ed esperienza che hanno lasciato un vuoto incolmabile tra gli alpini, anche noi, nel nostro piccolo abbiamo visto stravolgere le nostre abitudini, i nostri appuntamenti e le visite che facevamo regolarmente (chi più, chi meno) nelle nostre sedi. E’ pur vero comunque che se da tre mesi a questa parte infatti la nostra vita associativa sembra quasi essere stata ibernata con la cancellazione di manifestazioni, eventi, incontri conviviali e quant’altro costituiva il tran tran associativo che ora tutti rimpiangiamo, sino ad arrivare all’impensabile cioè la sospensione dell’Adunata Nazionale (solo speriamo) rimandata, è pur vero che in questo tempo gli alpini non si sono mai fermati e non sono rimasti con le mani in mano, ma si sono dati da fare per far girare la grande ruota della solidarietà che tanto è stata preziosa in questa emergenza. Accanto alla magnifica realizzazione dell’Ospedale di Bergamo, diventato esempio di efficienza a livello mondiale e che ha costituito il clou dell’impegno associativo, in tutta Italia i Gruppi si sono messi a disposizione per aiutare laddove era richiesto un aiuto ed abbiamo visto volontari impegnati nella distribuzione di medicinali, pasti, spese, mascherine e presidi medici senza porsi limiti di orario o presenza. Con l’avvento della cosiddetta Fase 2 molti di questi impegni sono stati ridimensionati, anche se c’è ancora richiesta di presenza per alcune “nuove” attività, cosicché anche nel nostro Gruppo alcuni volontari hanno risposto alla richiesta della Parrocchia per regolare l’afflusso dei fedeli partecipanti alle Cerimonie Religiose.

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Sperare (Giugno 2020)
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SPERARE

 Non so come ma questa parola mi suona tanto da lotta contro i mulini a vento; parliamo di sanità. Mi piange l’anima  nel vedere come siamo ridotti e credo che la stessa convinzione alberghi in tutti noi. La nostra ormai non è più una speranza  ma piuttosto una certezza. La sanità nazionale da anni orgoglio italiano è diventata  merce di scambio fra le varie correnti politiche. Riusciamo a salvarci, è assurdo scriverlo, con le convenzioni fino a quando anche in quel settore si tirerà del tutto la cintura e allora saremo alla fine. Le vecchie mutue, ricordate quelle di una volta, avevano solo bisogno di un costante aggiornamento sia nel personale che nelle attrezzature; erano i primi parafulmini dell’assistenza assieme ai plurifacenti medici di famiglia attivi a 360 gradi, dalle suture  ai parti,  si andava in P.S.  e  in Ospedale per il ricovero come modalità veramente indispensabile. Ora in virtù di una decantata miglioria della gestione economica e funzionale i tagli alla spesa pubblica sono  giornalieri camuffati da acrobazie burocratiche: ogni giorno ci sono novità per cui dalla sera al mattino ti rendi conto che le difficoltà per accedere all’assistenza  diventano sempre più una certezza nella più rosea delle ipotesi dovrai sbrogliartela, come in un dedalo fra le  difficoltà burocratico-sanitarie svicolando con tanta e tanta fortuna fra extramoenia, intramoenia, extramuraria  ( sembra si parli di edilizia sanitaria ). La  politica sanitaria di questi ultimi anni si è dimostrata soltanto una rapina  governo dopo governo praticata dai partiti di ogni colore con il risultato che abbiamo sotto gli occhi, gli esami, anche i  più banali, hanno tempi biblici. Ricordo  quando allo sportello fiorivano le imprecazioni allorché gli appuntamenti per gli esami più tecnici e sofisticati erano a 15/20 giorni;”fò tempo a morir “ erano quelle più pulite.

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Notizie dalla trincea (Maggio 2020)
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NOTIZIE DALLA TRINCEA

Buon giorno a tutti, non me ne vogliano gli amici della Sezione se prendo in prestito, parafrasandola, la testata di informazione sezionale che puntualmente arriva nelle nostre case, malgrado i difficili e surreali tempi che stiamo vivendo e che mantiene vivo il filo che unisce gli alpini ai propri Gruppi e Sezioni. E’ veramente una situazione di estrema difficoltà per tutti noi quella che stiamo vivendo e che non trova riscontro in nessun periodo della nostra storia e che segnerà per tanto tempo il nostro modo di vivere e di convivere con gli altri, a cominciare dai nostri famigliari, per arrivare a chi non fa parte della nostra ristretta cerchia di conoscenze tra i quali si collocano gli appartenenti alla nostra famiglia verde. Si perché uno dei pericoli in ambito associativo che correremo dopo la cosiddetta riapertura, o fase due che dir si voglia, riguarderà proprio il riprendere a ritrovarci e ad essere alpini, riprendendo le nostre abituali iniziative, senza strafare certo, ma con l’intento di tornare a una, seppur forzata, normalità. E a questo punto entra in gioco ognuno di noi, alpini, amici, aggregati ognuno con l’impegno morale di dare il proprio contributo a iniziare magari proprio da chi non ha mai frequentato o da molto tempo ha tralasciato la vita associativa perché, parliamoci chiaro, vista l’età non sempre verde di chi sinora si è impegnato mantenendo vivo il nostro Gruppo, è presumibile che, seppur con un allentamento delle limitazioni, si corre il rischio che venga meno la presenza di alcune figure “storiche” ed è appunto in questo momento che sarà richiesta la presenza di nuova linfa vitale per poter proseguire la nostra vita associativa.

 

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Scrivo o non scrivo? (Maggio 2020)
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Scrivo o non scrivo?


 Questo è il problema e se scrivo, con la BURIANA di questi tempi che c….o scrivo? Sarei ben felice se qualcuno mi desse una risposta,  una qualsiasi,  non importa. Ormai sono quindici giorni che sono letteralmente chiuso in casa:  una volta che hai esaudito qualche … sognata pigrizia, ti domandi e mo? Frastornato da quanto si sente alla tv o  si dice fra noi al telefono  o tramite internet ormai ti rendi conto  che siamo  aggrappati solo ad una speranza per chi non crede e ad una fede per altri; ambedue cose non facili: non facili perché la realtà che ci  circonda è costituita in gran  parte da fatti concreti  listati a lutto.  Stiamo assistendo ad un crollo di un imperativo imposto da un maniacale arrivismo, da una  chimera di potenza infinita, costi quel che costi, fossero pure i morti: adesso ci siamo. Sono bastati solo due mesi per metterci in ginocchio e   costringerci a chiedere aiuto al mondo  intero: chi l’avrebbe mai detto eppure. Ce la faremo a risalire la china?  Siamo nel mezzo di un disastro che mi ricorda la costante domanda che Giuanin faceva al suo sergente, Mario Rigoni Stern autore del famoso “Il sergente nella neve“ Sergentmagiù ghe rivarem a baita?  Erano in Russia: nelle postazioni sul Don e durante la tragica ritirata che immortalò l’epopea alpina  Giuanin  era certo solo della catastrofe che lo circondava e non gli offriva   nulla se non una disperata  speranza. Erano in guerra, anche noi oggi lo siamo: una guerra diversa  nella quale nessuno di noi ha certezze e non può  fare scommesse, ma  solo resistere e  sperare … che finisca presto in modo tale da poter gustare ancora la bellezza della normalità; non sono parole mie ma sentite alla radio, RTL per l’esattezza.

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E gli alpini ritornano a scuola (Marzo 2020)
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E GLI ALPINI RITORNANO A SCUOLA


E ci ritornano in grande stile con una intera settimana di “lezioni” che ci hanno visti impegnati su due fronti distanti fra loro una cinquantina di Km. e rispettivamente a San Vittore Olona e a Melzo. Tre di questi incontri si sono tenuti nelle giornate del 3 - 4 e 7 febbraio alle Scuole Medie di San Vittore Olona dove, grazie all’interessamento e al lavoro preparatorio delle Prof.sse Ori, Colucci e Aura abbiamo incontrato gli studenti delle terze medie ai quali abbiamo proposto una riflessione sulle condizioni di vita (e purtroppo anche di morte) dei soldati impegnati nel primo conflitto mondiale e della loro permanenza durata a volte diversi mesi nell’inferno delle trincee sottoposti al tiro e agli attacchi degli avversari, che comunque erano ragazzi come loro che si sono trovati a subire una guerra ingiusta dove ogni “parte” ha pagato un prezzo altissimo. Naturalmente la lezione verteva anche sulla permanenza in postazioni di alta quota in quella poi chiamata “Guerra Bianca” dove i soldati, soprattutto gli alpini, hanno dovuto affrontare condizioni veramente disumane.

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La guerra in Russia (Marzo 2020)
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La guerra in Russia con gli occhi di Croci Luigi


11 settembre 1942 i Russi avevano passato il fiume Don attacando i nostri in prima linea poi la mia compagnia va all’asalto i russi si sono ritirati nelle loro posisioni ma fanno un sbarramento con i mortai, un fuoco terribile su di noi.

 

A militare a Ventimiglia

Quando sono partito per il militare dovevo andare a Ventimiglia non sapevo dovera poi ho saputo che era in Liguria e c’è il mare ero  contento cosi potevo vedere il mare che non lavevo mai visto arrivati  a Ventimiglia la stazione era stata bombardata entriamo in una baracca aspettare che veniva la musica accompagnarmi sapevano che quel giorno venivano le reclute. Il mio Reggimento aveva combattuto in Francia erano verso il ….    e il monte grosso. Erano diciotto mesi che ero a militare c’è ordini che dovevamo andare in Russia eravamo in pensiero andare a fare la guerra ci pensavamo tutti anche quelli che avevano fatto già due guerre. Arriva il Re passiamo in rassegna i ultimi quindici giorni a Ventimiglia cera tanta gente che venivano trovare i suoi figli o fratelli  per vederli e salutarli forse per l’ultima volta, quando facevamo le marce vedevo per tre o quattro chilometri soldati una lunga colonna pareva che tutti i soldati D’Italia erano a Ventimiglia ma cera solo  un reggimento in giro per Ventimiglia si vedeva solo che soldati.

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Riflessione (Marzo 2020)
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RIFLESSIONE

Permettetemi una riflessione su questo particolare momento che la nostra Nazione sta vivendo a causa dell’epidemia che ha costretto ognuno di noi se non a stravolgere, sicuramente a cambiare le abitudini che rendevano la nostra vita “normale”. Non entro nel merito della validità e del tipo di misure adottate, ci si augura che gli Enti preposti abbiano valutato attentamente il tutto, quello che mi ha colpito è stata la reazione della gente ad una situazione che, certamente unica dalla fine del secondo conflitto mondiale, ha generato una sorta di si salvi chi può con supermercati presi d’assalto e scorte impressionanti di viveri che hanno avuto il solo risultato di svuotare gli scaffali con buona pace e insperati guadagni per le grandi catene di distribuzione che comunque, dopo nemmeno 48 ore, avevano già ripristinato le scorte e la conseguente minore affluenza di clienti impegnati a stivare nelle dispense quanto acquistato e a consumare a ritmo serrato i generi magari deperibili ( ho visto carrelli strapieni di frutta e verdura che nel giro di qualche giorno sarebbe finita, mi auguro, nelle mense dei poveri piuttosto che gettata nella spazzatura). Non ho potuto fare a meno di tornare ai vecchi tempi quando in momenti difficili i vicini di casa si davano una mano nelle situazioni di “emergenza” magari scambiandosi il poco cibo che avevano vivendo comunque un clima di solidarietà. Facciamo dunque tesoro di questa, seppur negativa, esperienza che dovrebbe insegnarci nel futuro a godere di quella “normalità” che diamo per scontata e per quanto riguarda noi alpini un invito, quando questa emergenza sarà finalmente rientrata a ritornare o, per alcuni, ad iniziare a frequentare la nostra sede, la nostra casa anche per ridare fiducia a quanti non hanno mai voluto rinunciare a quelle ore passate tra le immagini dei nostri Veci, quei Veci che stremati, affamati e congelati hanno attraversato mezza Europa a piedi per tornare a baita, che ci guardano e ci ricordano che seppur tra le più difficili prove, la vita DEVE continuare.

Franco

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Si riparte (Febbraio 2020)
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SI RIPARTE ….


 
Dopo  Natale ovviamente l’anno nuovo ha bussato alle porte, anzi siamo già a metà  gennaio 2020 non ce ne siamo accorti ma i nuovi impegni sono a ricordarci che la vita associativa continua. Dopo l’assemblea di fine novembre che sancì Maggioni a  nuovo  capogruppo, nuovo si fa per dire,  che riprese in spalla questo zaino e non si tratta di bruscolini se uno lo vuol fare  come Dio comanda, eccoci a dicembre con la domenica conviviale per gli auguri natalizi. Purtroppo, secondo il mio punto di vista, discutibilissimo, la frequenza dei soci/famiglie non ha premiato di certo la buona  volontà di quanti si sono impegnati al buon esito della giornata dove anche il vecchio ma sempre giovane gioco della tombola poteva costituire un motivo in più per favorire lo stare insieme, almeno una volta all’anno: azzardo a sospettare che il motivo stia nei premi di scarsissima portata, mancavano crociere, minivacanze  o soggiorni  elio-fisio-fitoterapici e via di questo passo. Obiettivamente ci si  è posti il problema in sede durante l’ultima serata di consiglio ossia  se  valesse la pena del tanto darsi da fare; lo so che mi attirerò qualche “scarpata“ da qualcuno ma il fatto che se ne sia discusso fra  tutta la “solita manovalanza” significherà pur qualcosa.  Cambiando argomento: eccoci alla Messa in Duomo a Milano, 15.12 2019.

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Il giorno dopo... (Febbraio 2020)
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IL GIORNO DOPO ...

Vorrei aggiungere solo qualche riga all’articolo “si riparte“ in riferimento a Sant’Antonio chiamato in causa affinché ci desse una mano. Veramente merita un applauso perche le mani sono state più di DUE sia per il bel tempo   e  sia per il fatto che il risultato della serata del falò in programma abbia superato di gran lunga le  più ovvie speranze: notevole l’affluenza da parte del pubblico, Sindaco compreso, tempo ottimo, freddo compatibile con la stagione e l’assenza di un  qualsiasi  problema veramente serio, quindi tutto ok. Mi premeva allegare questa puntualizzazione dopo la serata di ieri  sull’onda dell’emotività suscitata dalla  manifestazione nel suo insieme, dalla nostra magnifica  banda che ci onora sempre della sua presenza  e  alla quale va sempre un GRAZIE grande cosi, e dal FALO’ che si è rivelato all’altezza delle aspettative. In realtà ha nicchiato un po’ a brillare  facendosi attendere  finché la caparbietà dei ”fuochisti” ebbe il sopravento premiando cosi l’attesa dei  presenti all’avvenimento con i  sogni e le   ovvie fantasie  che   automaticamente vengono suscitate nei partecipanti a simili manifestazioni … le stesse che sorgono quando ognuno di noi contempla   in silenzio le fiamme di un qualsiasi focolare o caminetto. Come da accordi, chiudo  lasciando il compito di un resoconto circostanziato e meglio dettagliato   dell’evento ad una firma di maggior prestigio  rispetto a quella del solito.

                                                                                         Pio 

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Il Falo' di S. Antonio (Febbraio 2020)
Gruppo

IL FALO’ DI S. ANTONIO

 Alla sera a vedere il falò degli alpini

in tanti eravamo adulti e bambini

c’era anche la banda con i suoi suonatori

la gente era allegra sia dentro che fuori.

 

La catasta preparata non è molto alta

ma ben costruita e non si ribalta

peraltro sappiamo che c’è l’inquinamento

per cui è vietato fare….un monumento.

 

Ma il falò non parte…un vero peccato

la notte la pioggia l’aveva bagnato

ma poi la costanza degli addetti all’impresa

è stata premiata….una fatica ben spesa.

 

Un fuoco bellissimo, una fiamma gigante

e sempre più viva, intensa, brillante

la banda suonava le note: un bel coro

pensavo agli assenti…. mi spiace per loro.

 

Son giunto alla fine di questa poesia

e, dopo averla letta, buttatela via;

ma grazie agli alpini per la bella serata

con tanto di fuoco, vin brulé e cioccolata.

 

18 Gennaio 2020                                Luciano

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Verbale Assemblea Generale (Gennaio 2020)
Gruppo

 

VERBALE ASSEMBLEA GENERALE del GRUPPO


Come ogni anno e’ di dovere l’assemblea di gruppo mirata ad esaminare quanto fatto durante l’annata nei pro e nei contro con uno sguardo sull’attività futura.  Prima di iniziare la riunione alla presenza di Rodeghiero a rappresentare la Sezione, accompagnato dai consiglieri Piva  e Piccioni avvenne il saluto alla bandiera seguito da un attimo di raccoglimento in ricordo dei nostri “andati avanti” assieme ai caduti in servizio nelle Forze Armate,  dopo il quale si affrontarono gli argomenti in scaletta. Prese la parola il capogruppo Morlacchi Angelo. La sua relazione annuale fu stringata, essenziale su quanto il gruppo abbia operato nelle varie occasioni dell’anno trascorso e con la partecipazione alla vita sociale della sezione avvenuta in modo soddisfacente  a cominciare con il prima, il durante e dopo l’Adunata Nazionale  o del centenario a Milano e alle manifestazioni dei vari gruppi sezionali.    Il capogruppo si premurò di ringraziare quanti avevano collaborato al buon andamento  del gruppo riconfermando la sua decisione di lasciare l’incarico per motivi personali e comunque noti a tutti i soci. Va rimarcato come la relazione  annuale assieme  alla successiva, economica, siano sempre a disposizione dei soci il cui  numero, durante la serata, è stato notevole considerando il fatto che molti erano impossibilitati a presenziare  giustificati dalla lontananza  o per impegni improrogabili. Al capogruppo seguì la lettura sulla situazione economica dove si sono  evidenziate  le spese che quest’anno si sono dovute affrontare: acquisto della nuova cucina, della caldaia per il riscaldamento   per finire con il nuovo frigo-bar: tutti  elettrodomestici  ”giunti quasi in contemporanea  a fine corsa … un’autentica congiura“. A questo vanno aggiunti i normali pagamenti di bollette e varie per la manutenzione della baita stessa, delle attrezzature, (rasaerba, trattorino, ecc.). Ambedue le relazioni sono state approvate per alzata di mano.

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Relazione morale 2019 (Gennaio 2020)
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RELAZIONE MORALE 2019


Inizio questa relazione chiedendo un momento di silenzio per ricordare i componenti delle forze dell’ordine che hanno perso la vita nell’espletamento del loro dovere, ma anche familiari e amici del Gruppo che non ci sono più; ed anche due grandi Alpini che hanno fatto la storia della sezione di Milano Cesare Lavizzari e Antonio Fenini ed il capigruppo di Abbiategrasso Alfonso Latino che sono “andati avanti” nel corso del 2019. Nei primi sei mesi di quest’anno gli sforzi di tutti gli alpini della sezione di Milano sono stati rivolti alla grande Adunata del Centenario. Alcuni erano dubbiosi circa la buona riuscita di questa grande manifestazione. Per chi ha partecipato è stata una grande esperienza e un privilegio in quanto protagonista di questa grande avventura. L’impegno e il sacrificio di molti Alpini e Amici degli Alpini milanesi merita un grande grazie da parte dell’intera Associazione. Non nego che ci sono stati mugugni e qualche discussione, come per ogni attività e a qualunque livello, ma alla fine tutto si è risolto per il meglio. E’ stato difficile far capire che quella di Milano sarebbe stata un’ Adunata diversa dalle altre per vari motivi, non ultimo la grandezza della città che la faceva sembrare non pienissima ed anche la mancanza delle bandiere nella periferia. Siamo comunque arrivati bene alla fine dell’Adunata avendo affrontato e portato a termine un intenso programma. La sezione di Milano coi suoi Alpini e Amici è uscita a testa alta e con onore da questa grande prova. La celebrazione del Centenario si è conclusa lunedì 8 luglio con la cerimonia ufficiale culminata con  lo scoprimento di una targa in Galleria Vittorio Emanuele dove si è ufficializzata e ha avuto la sua prima sede la nostra associazione che era nata dall’incontro e dalla volontà di poche decine di reduci della Prima Guerra Mondiale.

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Nel mezzo del cammin... (Dicembre 2019)
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 NEL MEZZO DEL CAMMIN …

di questo mese … siamo arrivati al giro di boa   che ci ha visto veramente impegnati già dai primi giorni: occorre una sosta per rinfrancarci un po’ e a tal proposito arriva giusta e ad hoc la cassoeola autunnale in programma per il 15 novembre. Si tratta di un piatto  molto atteso dai tanti che  da tempo si sono prenotati. Il numero è decisamente alto, ci vorrebbe un  piano mansardato nella nostra baita. Detto ciò riandiamo, per dovere di cronaca a quanto fatto, specialmente  per chi a causa d’impossibilità e/o  svariati motivi non ha potuto presenziare.  E’ stata partecipe la visita ai cimiteri, a trovare i nostri soci “andati avanti “ come recita il  lessico alpino;  eravamo una decina  armati di piantina dei  vari cimiteri,  sono più di uno  e ogni volta ci si trova incerti sull’ubicazione di qualche  tomba. Tranquilli, non abbiamo dimenticato nessuno concludendo sempre  al sacrario dei caduti di tutte le guerre: in contemporanea  si rinnovano quasi da cronometro  gli incontri seppur casuali  con gli alpini dei gruppi vicini impegnati nello stesso dovere morale;  credo che tutto questo faccia veramente onore alla nostra Associazione e ce lo confermano le tante persone che incrociamo nei vari camposanti.

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I caduti dello Scerscen (Ottobre 2019)
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I CADUTI DELLO SCERSCEN

Nel 1916, dopo l’entrata in guerra dell’Italia contro l’esercito Austro-Ungarico, il Comando Supremo Italiano dislocò truppe sul confine italo - svizzero dal Monte Bianco al Pizzo Scalino in alta Valmalenco. Nel settore Mera-Adda (Valchiavenna-Valtellina) furono dislocati numerosi reparti tra i quali spiccavano 7 drappelli di Alpini sciatori dislocati nelle varie vallate di cui 2 in Valmalenco dove, presso il Rifugio Marinelli si  teneva un corso Sciatori agli ordini del Capitano Davide Valsecchi.    In quei mesi si alternarono circa 300 alpini dei quali 200 alla Marinelli, 28 all’Alpe Musella e 80 a valle presso la frazione di Tornadri alternando la preparazione sciistica alla manutenzione ed ampliamento del Rifugio e alla miglioria delle mulattiere. Trascorso l’inverno del 1916, la primavera del 1917 si rivelò particolarmente insidiosa a causa delle abbondanti nevicate e quelle condizioni critiche causarono il 1° di aprile una grossa valanga che, staccatasi dal Sasso Moro si abbatté sul Rifugio Musella dove si trovavano i 28 alpini alcuni dei quali si salvarono uscendo dalla cappa fumaria.   Purtroppo per 8 di loro non ci fu nulla da fare ed altri 14 furono seriamente feriti, mentre il Caporale paolini riuscì a scendere a Tornadri a dare l’allarme ed immediatamente scattarono i soccorsi. Il giorno seguente dalla Marinelli il Capitano Valsecchi, ignaro dell’accaduto, inviò a valle un drappello dei 42 tra i suoi migliori Alpini sciatori per approvvigionare viveri e legna.

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Sabato 21.09.2019 (Ottobre 2019)
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SABATO 21.09.2019

… come già noto dalla foto che il capogruppo Angelo ha messo in rete,  sabato mattina alcuni dei soci si sono recati a far visita agli ospiti della casa riposo S. Remigio di Busto Garolfo. Abbiamo accolto l’invito che ci è stato fatto da Simona, l’animatrice, ovviamente in accordo con la direzione. La motivazione base di questo invito è facilmente intuitiva  e …  pecchiamo di presunzione, ci sta … gli alpini sono ben voluti da tutti,  in concorrenza con i bersaglieri accattivanti con il loro passo di corsa e le piume al vento, ma   quando si parla di alpini  è spontanea e immediata l’immagine di gente buona, che suscita da subito simpatia, simbolo di lavoro e di onestà  pronti all’immediato aiuto nelle calamità, tenaci in montagna nonché ligi al dovere anche quello che ti fa sputare l’anima  ecc… ecc… Certamente tutto questo può sembrare retorica, siamo d’accordo; diversamente vallo a spiegare il  sorriso apparso sul volto degli ospiti al nostro ingresso. Eravamo un piccolo drappello non tanto lontani dalla loro età, purtroppo tranne due  gli altri erano vicini a quel limite in cui diventa impossibile sostenere di essere ancora “erba verde”. Allora siccome il discorso rischia di prendere una brutta piega veniamo all’incontro che come scaletta del giorno prevedeva una lezione “richiesta e concordata” sul tema: storia della nostra bandiera italiana. 

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Ci sono stato (Settembre 2019)
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CI SONO STATO

… non per curiosità ma con l’intento di ritrovare un alpino  che avevo conosciuto a L’Aquila durante il mio impiego di protezione civile a seguito del terremoto del 2009 … avevo sì un numero di telefono ma ormai erano passati 10 anni … una parola … , d’altra parte la coincidenza di un  viaggio da quelle parti mi offriva la possibilità di un tentativo che non mi sono lascito sfuggire … ho fatto non bene ma benissimo. Commentavo  con un amico alpino del Veneto quanto sia stata ricca di soddisfazioni quell’esperienza … da invidia.  Tutto iniziò con l’adunata di Milano, esattamente nella sede del gruppo di Legnano dove un alpino del coro  di Ronciglione  ( Vt), loro ospite,  si rese disponibile  relativamente alla possibilità di  mettermi in contatto con  il capogruppo di Accumoli.  Fu cosi che dopo l’incontro nella sua città eccolo immediato nella disponibilità, da subito col farmi sentire suo amico e nel presentarci ad ognuno,  sottoscritto e moglie,   con   … il mio amico alpino  venuto da Milano …. roba da essere in costante imbarazzo.  A seguire è stato un autentico tam-tam “verde”, un passa parola  che mi ha permesso, a cascata: uno chiama l’altro, di venire a contatto con gli alpini di Fossa,  Accumoli, Arquata del Tronto non tralasciando Amatrice. Non riesco a trasmettervi quanto e  come questi nostri soci  siano entrati nel mio mondo dei  ricordi … è difficile perché  ognuno di noi ha una propria sensibilità che lo guida nel valutare quanto lo circonda e lo coinvolga.

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L'Adunata del Centenario (Giugno 2019)
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L’ADUNATA DEL CENTENARIO

L’articolo vuole essere un contributo al nostro giornalino mensile per quel grande evento che è stato la 92° adunata nazionale alpini a testimonianza del centenario di fondazione dell’ANA. L’impegno della Sezione di Milano è stato notevole ma il risultato, soprattutto come partecipazione di penne nere, è stato eccezionale. Una adesione cospicua con grande soddisfazione per gli organizzatori e per tutti noi alpini. Tutto è andato bene ( qualche tricolore in più non guastava… ). Diverse le iniziative in programma da venerdì 3 Maggio a domenica 12 Maggio. Venerdì  la prima emozione: il Coro ANA di Milano diretto dal bravissimo Massimo Marchesotti  si è esibito al Teatro della Scala con la partecipazione della bravissima attrice Pamela Villoresi. Diciotto brani più due bis più l’Inno di Mameli cantati davanti a un teatro esaurito ( 2030 posti ) presenti autorità, veci in tutti i sensi ( un alpino di 106 anni, uno di 97 anni e poi tanti a scalare ). Nomi alpini noti ( Luca Barisonzi il più applaudito ). Insomma due ore di canti di montagna ben eseguiti e calorosamente applauditi. Saltiamo a venerdì 10 maggio dove alle ore 10 in una Piazza del Duomo affollata si è concretizzato con l’alzabandiera, l’avvio delle più importanti iniziative dell’adunata; presenti, tra gli altri il nostro Sindaco Marilena Vercesi con fascia tricolore.

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Una settimana dopo (Giugno 2019)
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UNA SETTIMANA DOPO

Dopo cosa?  l’Adunata .. è ovvio. Cosa dire al di là che è passata, che poteva andar peggio o  meglio,  se siamo stati fortunati  o no?  Forse la domenica del 12.5.2019 Giove Pluvio  era impegnato su altri fronti  anche se al sabato pomeriggio con una tempestata dalla T maiuscola ci aveva  fatto capire che poteva venirci a trovare  anche il giorno successivo.  Cosi non è stato e da questo punto di vista   non si poteva avere di meglio: bel tempo  quindi specialmente  senza la “cottura” dall’asfalto bollente nell’attesa dello sfilamento. Per  il resto  tutto bene? Che sia andato nel migliore dei modi? Per quanto mi riguarda, questa adunata è stata  vissuta in modo diverso dalle altre quando ero soltanto  “l’alpino-turista“  di turno felice di poter partecipare dopo l’affanno di mesi prima nella ricerca di un posto dove campeggiare, tempo fa con la tenda e, successivamente  data l’età dei più di noi, del nostro gruppo, con i camper. Credo di poter affermare senza tema di smentita che quel periodo, per intenderci  quello della tenda,  pur fornita  di ogni comodità  assieme a qualche disagio, appartenga ormai da qualche anno al capitolo dei ricordi; comunque sempre bei ricordi. Inconsciamente un sorriso riaffiora da subito con il riandare all’ansia-meteo  dall’arrivo nella città sede dell’Adunata di quell’anno e al continuo guardare verso l’alto sperando almeno nel tempo necessario  per accamparsi. Ricordo come  spesse volte  di notte, fra una russata, una  sbrandata o peggio  una foratura del materassino gonfiabile  si ascoltava il tuono prima lontano poi sempre più vicino fino alle prime gocce di pioggia che si trasformavano in autentici scrosci. 

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Serata sugli Inni (Maggio 2019)
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SERATA SUGLI INNI

Sabato 16 marzo il nostro Gruppo in collaborazione con il Complesso Bandistico Sanvittorese e l’Amministrazione Comunale ha presentato, presso la sala polivalente di San Vittore Olona una serata interamente dedicata alla storia degli Inni Italiani. E’ stata una serata molto interessante intervallata da brani inediti (almeno per la maggior parte di noi) suonati come sempre magistralmente dagli amici del Complesso Bandistico che hanno dimostrato la loro bravura eseguendo delle arie nuove anche per loro e che non avevano avuto il tempo necessario per essere sicuri del risultato che comunque è stato pienamente raggiunto, e la narrazione del nostro sempre coinvolgente socio Luciano che ha presentato il risultato di una ricerca che spaziava in uno spazio di tempo per noi lontano, quando la nostra Patria non era ancora tale. Abbiamo potuto seguire l’evoluzione che ha portato all’unità della nostra Nazione attraverso la storia e l’esecuzione di marce e inni che hanno accompagnato la creazione di Stati e Staterelli frutto di accordi, alleanze e a volte battaglie sempre comunque accompagnate da motivi musicali che avevano lo scopo di rafforzare il legame della popolazione e dei soldati.

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17 Marzo Festa del Gruppo (Maggio 2019)
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17 marzo Festa del Gruppo

Arriva  un messaggio dalla redazione  e l’articolo quando ce lo mandi? ce la fai entro ieri? allora, messo alle strette, ci provo  visto che siamo a livello di tabula rasa. Passano i giorni e pian piano i ricordi si compattano sempre più nel dimenticatoio. Comunque partiamo da una considerazione a dire che ogni festa annuale del gruppo assomiglia a quella dell’anno precedente perché la scaletta è sempre la stessa con i soliti punti chiave: alzabandiera alla presenza delle autorità cittadine e militari con i discorsi di circostanza, sfilata con tanto di Banda cittadina che ci accompagna al Santuario per la  S. ta Messa a cui segue rientro in sede con aperitivo rallegrato dalle note musicali d’ispirazione alpina; corre l’obbligo  ancora una volta a dire  GRAZIE! alla nostra magnifica e amica Banda. Per finire: lo chef a suon di “E’ PRONTO … IN TAVOLA” ricorda a tutti che inizia la parte gastro-ludica … con il giudizio dei partecipanti pronti a decretare, alla fine, se il Nucleo cucine sia sempre all’altezza del si dice “dagli Alpini si mangia bene”. Beh: anche quest’anno il tutto è finito con un totale applauso e  con la richiesta del quando sarà il prossimo disnarello e questo la dice lunga.

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Commemorazione 25 Aprile (Maggio 2019)
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COMMEMORAZIONE 25 APRILE

Ogni anno questa ricorrenza è per noi alpini un impegno che cerchiamo di onorare con la nostra presenza. Anche questa volta abbiamo partecipato abbastanza numerosi ( 12 le penne nere ) assieme al Sindaco, rappresentanti della giunta, carabinieri, forze dell’ordine, Preside e vice Preside scuola elementare statale e Corpo Bandistico. Mancavano i bambini e i ragazzi e la popolazione era praticamente assente.  Peccato ma il significato è chiaro: la data non fa più parte della memoria!!! Colpa di tutti e di nessuno ma forse anche il raccontare la storia di quei momenti non è più previsto in ambito scolastico e familiare. Il senso però di quelle giornate ci è stato ricordato dagli interventi  del Sindaco e del rappresentante dell’ANPI al cimitero davanti alle lapidi dei caduti. Alla fine la benedizione di Don Alain. Da parte nostra abbiamo eseguito l’alzabandiera davanti al municipio e al cimitero a fianco dei caduti. Il Corpo Bandistico ha solennizzato l’evento con musiche adeguate. Prima il corteo ( non lungo per la verità ) aveva raggiunto le varie lapidi che, in punti diversi del paese, ricordano i sacrifici dei partigiani uccisi in quelle tragiche giornate. La mattinata si è conclusa alla Casa Famiglia dove noi alpini ed il Corpo Bandistico abbiamo fraternizzato con gli ospiti che come sempre hanno gradito la nostra presenza.

                                                                                                               Luciano

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E bravo Luciano (Aprile 2019)
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e  BRAVO  Luciano

 

…. ma non lo dico io bensì il gran numero dei presenti la sera del 1 marzo u.s. nella nostra sede, dei tuoi “universitari” della terza età tutti buoni, buoni, seduti e  attenti alla lezione. Ancora una volta ti sei reso disponibile con un tema che non ha niente a vedere con alpini, vita militare, naja ecc … ecc … a dimostrare come la nostra baita non sia soltanto il luogo dove settimanalmente ci si incontra, dove i convenuti se la raccontano tranquillamente magari davanti a un “rosso” riandando ai tempi che furono … ai … ti ricordi e chi più ne ha più ne metta ??? Fortunatamente  si esce dallo  scontato: la diversità degli temi proposti in questi particolari incontri favorisce l’opportunità di avvicinarsi a svariati argomenti  cosicché  la sede si trasforma e diventa  una vera aula scolastica. Il nostro “docente”,  Luciano, quella sera ci propose con un gran titolone “L’importanza di chiamarsi Lucio”  una piccola analisi su parole e  musica di quei due pezzi da novanta della nostra musica leggera  quali Battisti e  Dalla. E’ molto facile dire mi piace uno anziché l’altro ma se qualcuno mi fornisce quattro idee in più   oltre alla personale  ed istintiva preferenza  è ovvio come poi  si possa  apprezzare maggiormente i singoli artisti.

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Il lungo esodo (Aprile 2019)
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IL LUNGO ESODO

… un titolo per un programma che aveva come obiettivo un ricordo, un non voler accantonare nell’oblio più totale un periodo della nostra storia,  periodo nel quale sono stati coinvolti centinaia, migliaia di Italiani  residenti allora nella penisola  istriana, da Trieste a Fiume, Pola ecc. ecc …  Parliamo dell’immediato dopo guerra ’39 - ’45 quando ormai sembrava arrivata la fine di quegli anni disastrosi  che sconvolsero tutta l’Europa: per loro non fu così. Non entro nel merito delle motivazioni che hanno giustificato, si fa per dire, le stragi volute e perpetrate dal nuovo governo di Tito, non   ne sarei all’altezza dal lato storico:  quello che mi preme in queste quattro righe è solo evidenziare quanto la sensibilità di ognuno di noi a volte sia soffocata da interessi  più immediati, a volte venali, a discapito di un ricordo che dovrebbe essere più presente nel nostro quotidiano. Chi ignora o vuol dimenticare la storia finirà col ripeterne gli errori … è matematico! Vengo al punto. Con un po’ di “lavativismo“ vi rimando alla sottostante spiegazione  storica  stampata nel retro della locandina    esposta in vari punti del paese che invitava la popolazione  per il giovedì  7  febbraio ad una serata voluta dall’Autorità Comunale… per non dimenticare …

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Il ritorno del Falò (Febbraio 2019)
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IL RITORNO DEL FALO’

Negli ultimi due anni un appuntamento tra i più attesi dalla nostra comunità, il tradizionale falò di S. Antonio, aveva avuto vita grama ed era stato oggetto di molte tribolazioni dall’edizione del 2017 che a causa del vento ci aveva causato molte preoccupazioni, a quello dello scorso anno annullato proprio a pochi minuti dall’accensione della pira in quanto (anche quella volta) le violente folate ci avevano convinti dell’inutilità di rischiare guai seri e situazioni di pericolo. Quest’anno invece ci siamo ripromessi di tornare a ripetere questa iniziativa che da sempre coinvolge buona parte della cittadinanza che approfitta dell’occasione per ritrovarsi fuori casa, gustare un buon bicchiere di vin broulè o, per i più piccini, una calda tazza di cioccolata.

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Riprendiamo... (Gennaio 2019)
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RIPRENDIAMO …

… da dove eravamo rimasti. Chi non ricorda le parole di Enzo  Tortora pronunciate dopo quel tragico periodo noto a tutti? Niente a che vedere con noi ma serve solo per iniziare con un po’ di enfasi questo “articolo … parola un po’ grossa”  e riallacciarsi in questo modo al precedente, quello di  novembre nel quale si evidenziava come dopo l’incontro con i ragazzi delle scuole, gli impegni del mese elencassero  la cerimonia in ricordo dei caduti di Nassiriya spesse volte  turbata all’inizio dal dubbio di come sarebbe andata,  oddio, la gente comune era pressoché  assente, era lunedì e  mettiamo   fossero tutti al lavoro, ma i ragazzi delle scuole sono arrivati: meno male. Tutti assieme: rappresentanze ufficiali, sindaco, assessori  vari, Polizia Locale e, ovviamente, la Benemerita con gli alpini: attorno al cippo/memoria la comunità si riunì  per ricordare quel triste episodio che oltre ai civili costò la vita ai nostri carabinieri in missione di pace. Mi preme sottolineare l’importanza  degli alunni convenuti elogiando  le loro insegnanti alle quali và la nostra stima   e il rispetto per il loro lavoro.


 


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Attività di dicembre 2018 (Gennaio 2019)
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ATTIVITA’ DI DICEMBRE 2018

Il mese appena trascorso ha visto il gruppo impegnato in diverse iniziative che riassumo di seguito. Prima però accenno brevemente anche alla importante data del 30 novembre giorno in cui si è tenuta la Assemblea del gruppo il cui contenuto lo leggete nella relazione morale del Capogruppo: inferiore al solito  ( già sparuto )  il numero di partecipanti ( erano in 23 ) con assenza totale di dibattito per cui il tutto è finito prestissimo. Brutto segno? Speriamo di no. Continuiamo con il mese di dicembre dove il primo appuntamento è stato domenica 9 per la S. Messa in Duomo a Milano: una decina i soci del gruppo con il nostro gagliardetto e il gonfalone dei comuni di San Vittore Olona ( presente il vicesindaco ) e di Cerro Maggiore. Da segnalare i tempi lunghissimi di entrata in Duomo per i severi controlli che i tempi in cui viviamo richiedono. Il 16 dicembre pranzo di Natale bello, partecipato, ambiente cordiale, con un numero di persone quasi triplo di quelli che c’erano all’assemblea ( potenza del menù ottimo e abbondante ) ; alla fine tombola commentata ( ogni numero associato a qualche dato del gruppo e comunque alpino ) a sottolineare la prossima importantissima Adunata nazionale a Milano  per il centenario di fondazione dell’ANA.

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Relazione Morale 2018 (Gennaio 2019)
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RELAZIONE MORALE 2018

Inizio questa relazione chiedendo un momento di silenzio per ricordare i componenti delle forze dell’ordine che hanno perso la vita nell’espletamento del loro dovere, ma anche familiari e amici del Gruppo che non ci sono più ed i capigruppo di Magenta e Paderno Dugnano che sono “andati avanti” nel corso del 2018. Quest’anno non farò il solito resoconto di tutte le attività svolte,ma sottolineerò due appuntamenti. Il primo si è da poco concluso e cioè la celebrazione del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Abbiamo organizzato e partecipato ad una serie di iniziative che hanno voluto sottolineare la solennità di questa data. Noi Alpini ci siamo caricati di responsabilità cercando di riportare alla memoria comune di un ‘intera Nazione il senso della Storia della Patria, che vide per la prima volta dall’unità d’Italia, tutto un popolo impegnato per redimere le terre italiane dal giogo straniero. Si è iniziato venerdì 2 con la conferenza del professor Restelli sull’ultimo anno di guerra e sull’armistizio firmato a Villa Giusti a Padova il 3 novembre 1918.

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Assemblea Generale di Gruppo (Gennaio 2019)
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ASSEMBLEA GENERALE DI GRUPPO

Il giorno 30 novembre 2018 si è tenuta nei locali della sede sociale l’annuale assemblea del Gruppo di San Vittore Olona. Erano presenti 23 iscritti tra alpini ed aggregati e la Sezione era rappresentata dai Consiglieri Rodeghiero e Piccioni. Dopo il saluto alla Bandiera inizia l’assemblea con la nomina  del Presidente della stessa nella persona di Rodeghiero e del socio Maggioni quale segretario, mentre gli alpini Sala e Gentilucci  assumono la carica di scrutatori. Viene approvato il verbale dell’assemblea del 2018 e successivamente il Capogruppo Morlacchi da lettura della Relazione Morale preceduta da un minuto di raccoglimento in memoria dei Soci e famigliari del Gruppo “andati avanti” e dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine caduti in servizio. Terminata la lettura della Relazione Morale il Socio Cestarolli legge la Relazione finanziaria. Dal momento che non ci sono interventi relativi alle relazioni ne’ ad altri argomenti, il Consigliere Piccioni passa ad illustrare la situazione riguardante la prossima Adunata nazionale di Milano 2019 e illustra gli impegni ai quali saremo chiamati a contribuire nei prossimi mesi. L’assemblea conferma la decisione di lasciare invariata la quota associativa per l’anno venturo e per le seguenti votazioni si stabilisce la formula dell’alzata di mano.

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Novembre (Dicembre 2018)
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NOVEMBRE

diamo un’occhiata a come si sono svolti i vari appuntamenti in calendario per i primi … e dico primi … giorni di novembre. In effetti non erano per niente pochi e ognuno si chiedeva se dovevamo piantare la tenda in sede per essere pronti ad ogni singola data. Tutti sanno che questo mese racchiude già dall’inizio  alcune date che noi da cittadini e da alpini ( … evviva la rima …)    abbiamo  l’obbligo di tener presente: onorare i nostri parenti, i nostri  soci andati avanti lasciando lo zaino a terra con la visita ai vari cimiteri, festeggiare il 4 novembre   nelle modalità tradizionali evidenziate  quest’anno dalla celebrazione del Centenario di quelle date 1915-1918 … in particolar modo  abbiamo avuto un attimo di raccoglimento tutto alpino davanti ai monumenti  dei  caduti  voluto dal nostro Presidente Nazionale Favero,  per finire, l’incontro  con gli alunni delle scuole  che ormai si rinnova da sempre. E’ doveroso evidenziare come in ogni ricorrenza è stata sempre presente l’autorità Comunale  con Sindaco e Assessori assieme ai Carabinieri  e Polizia Locale.  

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