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Associazione Nazionale Alpini - Gruppo di San Vittore Olona- Via Alfieri - 20028 San Vittore Olona (MI) tel: 3333450040 - sanvittoreolona.milano@ana.it
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Falò di S. Antonio (Febbraio 2024)
Gruppo

Falo’ di S Antonio

 

Sabato 13 gennaio è andata in onda la ventiquattresima edizione del tradizionale falò di S Antonio, una delle più riuscite a detta dei numerosi partecipanti. In particolare i "gourmet" del falò hanno apprezzato l’accensione, il regolare avvio e la grande esplosione della vampata centrale nonché il collassamento della struttura, roba che neanche un diavolo professionista e specialista saprebbe fare! E di specialisti, meglio ancora di appassionati in questo campo, il Gruppo Alpini di San Vittore Olona ne ha forgiati parecchi. In periodi in cui questa festa tradizionale  è andata via via scomparendo, il Gruppo Alpini ha voluto mantenere pervicacemente viva la tradizione organizzando al meglio e con grande passione l’evento. Alcuni si ricordano ancora quanto questa festa fosse attesa e come era caratteristico vedere il falò in una serata di fitta nebbia (scighera) o addirittura con la neve. Era un momento topico dell’inverno aspettato con trepidazione e curiosità che esercitava un fascino inconfondibile. I contadini addirittura traevano presagi sull’andamento dei raccolti. Tradizione che è andata scomparendo, si diceva. Molte sono le cause che hanno contribuito a questo declino: l’impegno che richiede l’organizzazione di un evento all’esterno, in pieno inverno e condizionato dal tempo, la disponibilità di materiale idoneo da ardere, ma soprattutto le norme di sicurezza e di tutela e rispetto dell’ambiente. Di fronte a queste sfide che hanno scoraggiato quasi tutti coloro che organizzavano questa manifestazione, gli Alpini di San Vittore Olona non si sono arresi e con coraggio e determinazione, ma soprattutto con responsabilità hanno ancora una volta affrontato questo impegno. L’obiettivo quindi è stato quello di realizzare l’evento rispettando le normative, coinvolgendo le autorità, le forze  dell’ordine, i distaccamenti locali e provinciali dei vigili del fuoco e predisponendo durante la manifestazione un impeccabile servizio d’ordine e di pronto intervento con transennamenti e la dislocazione di batterie di estintori. La preparazione della pila di legna è iniziata al mattino presto con l’accatastamento di parecchi quintali di pallets e di cartoni da ardere, selezionando accuratamente il materiale e scartando parti inquinanti non compatibili con la combustione a cielo aperto. Un privato ha chiesto di poter portare rami e sterpaglie e dopo una rapida trattativa gli è stato concesso dietro la corresponsione di adeguata fornitura di barbera. Nel frattempo Enryttricista ha predisposto l’impianto elettrico di illuminazione e filodiffusione. D’obbligo la preparazione di cioccolata, panettone e soprattutto di vin brulé considerando la serata fredda. La serata poi è andata per il meglio. Forte affluenza di pubblico e autorità che al suono di “O mia bela Madunina” eseguito dalla banda sanvittorese hanno potuto godere di uno spettacolo veramente unico. In questa occasione gli Alpini avevano garantito cielo stellato con la luna, e così è stato. Per le prossime ricorrenze, a richiesta, possono assicurare “l’atmosfera”creata dalla scighera o dalla neve: agli Alpini nulla è impossibile! Ultimo, ma non ultimo il ricavato delle offerte raccolte durante la serata. Generose le persone intervenute che hanno permesso di raccogliere e devolvere al Centro Giovanile una somma veramente consistente! E per gli Alpini? A loro basta il grazie sincero degli intervenuti che scalda il cuore molto di più del sia pur forte calore sprigionato dal falò di S. Antonio!  Arrivederci al prossimo anno!

Enrico Girotti

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Si fa prestp a dire disnarello (Febbraio 2024)
Gruppo

Si fa presto a dire disnarello….


Ma forse non tutti sanno che cosa c’è dietro questa cenetta organizzata mensilmente presso la nostra sede. C’è un grande lavoro di squadra per fornire ai partecipanti un menu vario preparato da uno staff competente rispettando la cucina a chilometro zero e valorizzando le ricette della tradizione lombarda! Tutto comincia con una sapiente programmazione che sposa la tradizione culinaria con i periodi dell’anno ( il cotechino, la trippa, lo stracotto al momento giusto!). Il tutto descritto in tabelle che riportano per ciascuna ricetta i quantitativi dei singoli ingredienti in relazione al numero di commensali previsti. E’ poi gli acquisti, fase delicata per contenere i costi rispettando la qualità dei prodotti. E qui si esprimono al meglio gli acquisitori che sulla base delle migliori quotazioni di mercato per ciascun ingrediente e di gare fra fornitori che si disputano il titolo di “Fornitori degli Alpini”, approvvigionano le materie prime. (Uffici Acquisti così farebbero l’invidia alle più blasonate Direzioni Approvvigionamenti). La preparazione è tutta da vedere: i giorni precedenti vengono impiegati per preparare accuratamente le diverse pietanze rispettando le norme igienico sanitarie, curando la catena del freddo, pulendo e predisponendo gli ingredienti (ho visto pulire delle cozze come un ristorante giapponese non saprebbe fare). La serata della cena inizia per i cuochi nel primo pomeriggio fra i profumi dei soffritti, la lenta cottura degli arrosti, la predisposizione degli antipasti. Non mancano le discussioni fra i tradizionalisti e chi sposerebbe un po di nouvelle cusine, ma su alcuni piatti non si transige: la cassoeula è quella e non si discute! Un discorso a parte meritano i vini: e qui non c’è discussione, il palato deve essere quello giusto e l’accostamento alle pietanze da sommelier. Il risotto è preparato al momento giusto. Ma su questo piatto così come su altri si diffonde un leggero nervosismo una inquietudine, un interrogarsi con gli occhi: il brodo reggerà la prova del supervisore? Infatti quando arriva c’è un attimo di silenzio e di suspense fino a quando sentenzia: non male, ma serve un dado in più rispetto agli otto che avete messo! La preparazione della sala da pranzo non è un fatto secondario, si cerca di rispettare le affinità di carattere e di assecondare nei limiti del possibile le richieste dei gruppi di amici. Lo svolgersi del pranzo lo lascio immaginare, non serve molta fantasia per vedere un andirivieni di amici alpini che si improvvisano camerieri sotto la supervisione del Capo (sala, in questo caso). Al termine inizia il lavoro di pulizia di piatti, stoviglie e quant’altro utilizzato in cucina nonché della sala da pranzo, ed è bello vedere amici che si improvvisano perfetti addetti di un’impresa di pulizie. Ma quanti sono gli amici che provvedono a tutto questo e in particolare alle fasi più impegnative? Si contano sulle dita di una mano, a volte monca di qualche dito! I nomi non si fanno tanto li conoscete tutti. E’ a loro che va la riconoscenza e il sentito ringraziamento per l’impegno e la dedizione con vero spirito alpino!

Enrico Girotti

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Protezione Civile (Febbraio 2024)
Protezione Civile

PROTEZIONE CIVILE: CORSO HCP


Nell’ambito delle normative dettate dal Dipartimento di P.C. e dalla Regione Lombardia, si è tenuta nella giornata di sabato 20 gennaio presso l’aula-studio del 3P di Cesano Maderno un corso Idro Alto Pompaggio HCP (Higt Capacity Pumping) riservato ai Volontari del 2° Raggruppamento (Lombardia ed Emilia Romagna) già in possesso dei requisiti del corso idrogeologico base e finalizzato all’utilizzo delle motopompe GODWIN con capacità di utilizzo fino a 500 metri-cubi all’ora. La presenza a questo corso è stata preceduta dalla compilazione nei giorni precedenti di un questionario riportante la disponibilità dei volontari all’intervento H24 e la partenza entro le 24 ore dalla chiamata in caso di calamità. Erano presenti 25 volontari che sotto la guida dei due docenti Paolo Brambilla e Luca Vianello hanno impegnato la mattinata con la parte teorica riguardante il corretto utilizzo, le prestazioni delle macchine, il comportamento da tenere durante le emergenze anche sotto il profilo della responsabilità accentuata dalle dimensioni dei macchinari e delle attrezzature utilizzate, forti anche dell’esperienza maturata sul campo nel corso dello scorso anno con gli interventi a Bagnacavallo in Emilia Romagna e a Campi Bisenzio in Toscana zone gravemente colpite dalle terribili inondazioni. Infatti possiamo studiare, prevenire ed immaginare ciò che bisogna fare, ma è dall’esperienza sul campo che scaturiscono le criticità e i problemi reali che, a bocce ferme, vengono analizzati, risolti ed entrano a far parte delle regole e comportamenti da applicare in futuro. Prima di iniziare il corso è intervenuto il coordinatore del 2° Raggruppamento, Ettore Avietti, che ha portato il saluto è l’augurio per la giornata rimarcando l’importanza di una formazione adeguata all’impiego operativo perché ora più che mai non è più possibile intervenire armati della sola buona volontà ma occorre essere formati, essere in possesso dei brevetti richiesti dalla legge e rispettare le disposizioni in materia antinfortunistica, unico modo questo per essere sempre in regola e per non rischiare di diventare a nostra volta parte del problema che dovremmo risolvere.

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Uscita SIA (Febbraio 2024)
Squadra Intervento Alpino

USCITA S.I.A.

Domenica 21 gennaio la squadra della S.I.A. ha effettuato la prevista uscita addestrativa in ambiente innevato prevista con simulazione della ricerca dispersi sotto valanga. Le condizioni climatiche che prevedevano un elevato rischio di valanga hanno sconsigliato di rispettare il programma originario che prevedeva l’uscita in Val Vannino, una traversa della Val Formazza, convincendo i partecipanti a ripiegare su una più sicura destinazione quale il Monte Cazzola all’Alpe Devero. Erano presenti una decina di soci che, chi con ciaspole e chi con sci,  hanno intrapreso la salita attraverso il bosco sino ad arrivare ai piedi del Cazzola passando dal bellissimo alpeggio dell’Alpe Misanco sfidando un clima veramente glaciale che ha alla fine intralciato non poco lo svolgimento dell’esercitazione la cui finalità è stata comunque raggiunta riuscendo ad accumunare ed unire elementi “storici” con nuove entrate che, ci si augura potranno portare avanti la tradizione della Squadra così come immaginata e realizzata 30 anni fa dal fondatore Franco Mazzucchi.

G.M.

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Verbale Assemblea (Gennaio 2024)
Gruppo

Verbale Assemblea Generale di Gruppo 1/12/2023

 

Presenti: Maggioni, Tacchia,Terragnoli, Candiotto, Cagalli, Frigo, Verzeni, Parini, Morlacchi M., Rogora,  Cavallaro, Vegezzi C., Formenti,  Gentilucci, Sala, Ciapparelli, Di Leonardo, Morlacchi A., Fontana,  Girotti (segretario)

Presiede l’Assemblea  Ciresa.

Come da prassi dopo il saluto alla bandiera e il ricordo di quanti sono “andati avanti”, si procede all’approvazione del verbale dello scorso anno. Segue la relazione morale del Capogruppo mirata ad illustrare le svariate attività svolte nel corso dell’anno che hanno raccolto il plauso della popolazione e delle Amministrazioni Pubbliche. Peraltro, per continuare a svolgerle e per migliorarne ancora di più la visibilità e l’apprezzamento, viene fatto un forte richiamo a un maggiore coinvolgimento e partecipazione da parte di tutti: oltre ai diversi momenti pubblici si sottolinea la necessità di contribuire alle attività per il mantenimento della sede sociale. Un passaggio viene riservato alla comunicazione e al ruolo del nostro mensile Penna Nera. L’anno prossimo sarà il trentottesimo di ininterrotta pubblicazione mensile del notiziario che, quantomeno a frequenza, rappresenta un ottimo risultato se non un record da molti invidiato. Si passa alla lettura della relazione finanziaria che riporta favorevolmente una inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi evidenziando un attivo sia pur contenuto. Quota associativa: si propone il mantenimento della quota dello scorso anno. Si procede alla votazione delle due relazioni e della decisione riguardo alla quota associativa: il tutto viene approvato all’unanimità. Come da programma si passa al rinnovo di due consiglieri in scadenza per il biennio 2024/2025. Risultano al termine del mandato Erminio Cagalli e Cinzio Vegezzi entrambi rieleggibili. Cinzio Vegezzi rinuncia al rinnovo mentre viene riconfermato all’unanimità Erminio Cagalli. Elezione di un rappresentante degli Amici degli Alpini in Consiglio: viene proposto Candiotto, un Amico degli Alpini di lunga data e attivamente presente nella vita associativa e di Gruppo. Candiotto parteciperà al Consiglio nel rispetto della normativa vigente. La proposta viene approvata a maggioranza. L’Assemblea si chiude alle 22.30.

Girotti Enrico

 

 

 

 

 

 

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SIA e PC (Gennaio 2024)
PHP-Nuke

NOTIZIE S.I.A. e PROTEZIONE CIVILE


Sabato 16 dicembre presso la sede operativa di Cesano Maderno si è tenuta l’annuale Assemblea del Nucleo di Protezione Civile della Sezione di Milano alla presenza del Presidente Sezionale Fusar Imperatore, del Vice Coordinatore del 2° raggruppamento Benzi e dei responsabili sezionali Brach e Fusar Bassini, nel corso della quale è stato presentato il nuovo organigramma della complessa macchina organizzativa che deve gestire i 240 volontari iscritti, molti dei quali erano presenti. L’aumento del numero dei volontari, molti dei quali giovani, sull’onda lunga del periodo COVID dove gli alpini sono stati in prima fila nell’emergenza, se da una parte è motivo di soddisfazione dall’altra ha creato un sovraccarico lavorativo nell’organizzazione che si è ritrovata a gestire in poco tempo un numero quadruplicato di persone che devono obbligatoriamente frequentare corsi, ottenere abilitazioni e patenti per poter operare in sicurezza come prevede la legge. A tal fine si è iniziato a raccogliere e digitalizzare una sorta di “carta di identità” del volontario riportante tutte quelle notizie indispensabili per estrapolare in tempo rapido in caso di emergenza quali nominativi sono più adatti per ogni richiesta di intervento, dai dati personali, ai DPI (dispositivi di protezione individuale) in possesso, ai corsi effettuati e ai brevetti ottenuti ecc. Tutte le “novità” sono state accolte favorevolmente dai presenti e penso di interpretare il pensiero di tutti ringraziando i responsabili per l’impegno profuso in questo nuovo progetto che sarà d’aiuto ad ognuno di noi. Al termine della riunione ci siamo trasferiti sotto i tendoni allestiti precedentemente dai volontari per la funzione della S. Messa come sempre officiata dall’amico Don Nicola che ha saputo coinvolgere tutti i presenti con parole toccanti e partecipate riferite alla giornata. E come da tradizione, al termine della cerimonia religiosa sono stati allestiti i tavoli per la cena conviviale allietata dai canti e dalla musica di due validi fisarmonicisti che ci hanno accompagnato sino al termine della serata perché l’indomani….ma questa è un’altra storia. Infatti il giorno successivo, rispettando il programma, i componenti della S.I.A. hanno effettuato l’uscita “addestrativa” un po’ particolare, infatti la meta era costituita dalla salita al Rifugio Piazza sul Monte S. Martino che si affaccia sull’abitato di Lecco con panorama sulla sponda orientale del Lago di Como per il tradizionale ricordo degli amici “andati avanti”, lo scambio di auguri, l’esame di quanto fatto nel corso dell’anno trascorso e la stesura del programma per quello entrante. Come sempre è stata anche l’occasione per ritrovarsi fra amiche e amici compresi quelli che magari durante l’anno non hanno potuto essere presenti e rinnovare la volontà di portare avanti l’iniziativa voluta dal compianto Franco Mazzucchi 40 anni fa. Nel mese di novembre invece, precisamente il giorno 12, la squadra ha effettuato una uscita in ambiente innevato con il programma  della salita al Monte Bregagno una montagna nelle Prealpi Luganesi posto a quota 2.107 mt. sulla sponda occidentale del lago di Como, ma a causa delle avverse condizioni meteorologiche che già si erano palesate alla partenza da Monti di Breglia, dopo essere arrivati nei pressi della Chiesetta di Sant’Amate ed avendo constatato la presenza di molto ghiaccio, abbiamo deciso di modificare il percorso raggiungendo il Rifugio Menaggio posto alle pendici del Monte Grona dove abbiamo consumato il rancio prima di fare ritorno a valle per il rientro. Tanto la montagna rimane sempre là e la sicurezza resta sempre l’elemento fondamentale.

 

Franco

 

 

 

 

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Musica in Sede (Gennaio 2024)
Gruppo

 

MUSICA IN SEDE

Anche quest’anno l’amico Stefano Quaglia è venuto a trovarci in sede e questa volta non da  solo ma accompagnato dai  componenti il neo gruppo musicale quindi: serata  musicale con i ROWAN TREE.  Gli anni precedenti Stefano si presentava   con le sue cornamuse e strumenti similari, per carità non chiedetemi il nome dei vari “strumenti” e ci favoriva  l’ascolto   di musiche e melodie prevalentemente nordiche, per l’esattezza irlandesi e scozzesi. Nella serata del 24  novembre u.s. ecco il neo complesso formato in primis ovviamente dalle cornamuse assieme a chitarra, violino e percussioni.  La capacità del  maestro è stata quello di trovare un punto  d’insieme e di fusione musicale dei vari strumenti con un risultato meritevole di applauso.  La presenza dei soci, sempre migliorabile  numericamente, unita agli altri intervenuti hanno potuto gradire i vari brani musicali, sia singoli  e d’insieme, presentati e  commentati da Stefano con l’intento di favorire la comprensione di una musica  non usuale alla più parte di noi: in conclusione una bella serata  musicale creatasi  e dai singoli strumenti e dalla coralità nell’esecuzione dei vari pezzi eseguiti. Non sono un tecnico e men che meno un critico d’arte musicale  quindi non mi azzarderò a valutazioni in merito, ma sono sicuro che la serata sia stata apprezzata da tutti i partecipanti. Non è scontato che si abbia sempre l’opportunità di simili occasioni ma  noi siamo fiduciosi che il gruppo Rowan Tree il prossimo anno ci venga  a trovare   e  Stefano e company sanno di essere graditi.     

                                                               PIO     

 

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Messa in Duomo (Gennaio 2024)
Sezione ANA Milano

 

Alpini a Milano per la tradizionale celebrazione della Messa in Duomo

 

Tante penne nere a Milano Domenica mattina per l’annuale appuntamento in Piazza Duomo e per la successiva Messa, voluta da Peppino Prisco per ricordare gli Alpini andati avanti e in particolare i caduti durante la campagna di Russia e celebrata fin dal 1955. Giornata soleggiata ma caratterizzata da un freddo pungente che però non ha scoraggiato migliaia di penne nere che hanno voluto manifestare con la loro presenza l’attaccamento a questa tradizionale manifestazione. All’arrivo del Labaro nazionale scortato dal presidente Sebastiano Favero e seguito dal Consiglio ANA al completo è seguito l’alzabandiera e la rassegna dello schieramento delle rappresentanze civili e militari da parte del Generale Comandante le Truppe Alpine, Ignazio Gamba. Dal Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti e dal Presidente Favero. Poi Santa Messa in Duomo. All’altare i gonfaloni di Milano e di tantissimi Comuni della Lombardia, fra cui anche quello di San Vittore Olona accompagnato dal Sindaco. Nutrita come si diceva la partecipazione degli alpini provenienti anche da località lontane e, solo per citarne alcune, dalla Valle d’Aosta, dal Friuli e dall’Emilia Romagna. Migliaia gli alpini fieramente schierati dietro i Labari Sezionali e rappresentati da centinai di gagliardetti dei Gruppi, fra cui anche il nostro, in perfetto allineamento nella navata centrale. Dopo la messa, sul sagrato del Duomo intervento delle autorità civili e militari che hanno ringraziato gli alpini per quello che rappresentano e soprattutto per quello che fanno con ammirevole spirito di servizio. Quindi ammaina bandiera e sfilata per le vie della città fra due ali di folla fino a S Ambrogio dove è stata deposta una corona. Infine un doveroso ringraziamento al Servizio d’Ordine Ana, dove tra l’altro siamo ben rappresentati come Gruppo, per l’organizzazione e la disciplina di tutta la manifestazione.

Enrico Girotti

 

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Banco Alimentare (Gennaio 2024)
Gruppo

BANCO ALIMENTARE


E anche quest’anno come Gruppo abbiamo dato il nostro contributo alla Giornata della Colletta Alimentare con un presidio di 12 ore presso il Supermercato Eurospin di San Vittore Olona che ci ha permesso di raccogliere oltre una tonnellata di generi alimentari che verranno distribuiti alle famiglie bisognose della nostra zona e anche in questa occasione la ricompensa maggiore è stata quella di sentirci dire la solita, ma sempre apprezzata, frase: “Se ci sono di mezzo gli Alpini, allora mi fido”. Un ringraziamento ai soci che si sono resi disponibili per la buona riuscita dell’iniziativa.

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Ricordo di un eroe (Gennaio 2024)
Gruppo

RICORDO DI UN EROE

Domenica 19 novembre una piccola delegazione del nostro Gruppo, su richiesta della Baronessa Anna Caccia Dominioni, figlia del Col. M.O.V.M. al quale il nostro sodalizio è intitolato, ha partecipato a una semplice ma sentita cerimonia presso la tomba dell'eroe di Al Alamein e realizzatore del Sacrario Italiano laggiù realizzato che raccoglie le salme dei caduti in terra egiziana. Erano presenti anche le delegazioni dei Bersaglieri e Paracadutisti le quali Sezioni sono come noi sono dedicate all’illustre figura ed insieme abbiamo reso il doveroso omaggio.  Caccia Dominioni nacque nel 1896 e all'inizio della Grande Guerra si arruolò volontario come soldato semplice nei Bersaglieri per poi frequentare la Scuola Ufficiali e passare da tenente al Genio pontieri guadagnandosi una Medaglia di Bronzo al V.M. e combattendo sul Carso, Brenta e in Libia sino al termine del conflitto. Richiamato in servizio per la guerra d'Etiopia e nella campagna del Nord Africa, partecipò alle due battaglie di Al Alamein dove ricevette la Croce di Ferro dal Gen. Rommel passando successivamente nei Paracadutisti della "Folgore" guadagnandosi un Medaglia d'Argento al V.M. Rientrato in Italia assunse il comando del Genio Guastatori ad Asiago fino all'8 settembre 1943 quando entrò a far parte della 106° Brigata Partigiana "Garibaldi" e nel '44 arrestato e scarcerato per due volte diventò Capo di Stato Maggiore del Corpo Volontari Lombardi per la libertà e per la sua partecipazione alla lotta per la liberazione ricevette una Medaglia di Bronzo al V.M. Dopo la guerra iniziò la missione di recupero nel deserto africano alla ricerca dei Resti delle salme dei Caduti di ogni nazionalità che vennero tumulati nel Sacrario Italiano da lui progettato e voluto ad Al Alamein. Si spense a Roma all'età di 96 anni nel 1992. Nel corso della cerimonia voluta dalla figlia Anna, che ha ricordato con commozione la figura del padre, sono state recitate le preghiere delle tre Armi presenti alla commemorazione svoltasi in modo intimo ma sicuramente molto più sentita perché vissuta col cuore.

 

Franco Maggioni

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... e brava Martina (Dicembre 2023)
Gruppo

…. e  brava Martina ...

Diventa un po’ difficile scrivere quattro righe su quanto sia stato fatto recentemente dal gruppo dato il periodo.  Infatti  nel giro di pochi giorni, ha coinvolto i soci con la partecipazione ai vari impegni di vita associativa e sociale, soliti  avvenimenti questi ultimi   che  si ripetono ogni anno seguendo una sequenza sempre uguale. Avere per l’occasione del 4 novembre il sorvolo delle “Frecce Tricolori” sul cielo del nostro comune sarebbe solamente pura fantasia.   Già dal primo novembre, come tutti sanno, ci siamo ritrovati ad onorare i nostri soci “andati avanti” sepolti nel  nostro cimitero  e in quelli dei dintorni (con ben otto tappe) per poi partecipare nei giorni a seguire  alle cerimonie commemorative del 4 novembre: quella “ufficiale” con onore al monumento dei Caduti, deposizione delle varie corone … Fratelli d’Italia, il Piave,  ecc … ecc … Cose che tutti sanno ma che, PURTROPPO, anno per anno vengono sempre più disattese dalla popolazione. I pochi e sparuti partecipanti, visti dall’esterno, sembrano  essere quasi delle “mosche bianche” incolonnate dietro ad una banda musicale assieme alle rappresentanze comunali in un corteo che non dice niente a nessuno,  condannate fra qualche o pochi   anni    alla completa estinzione. Ma cosa centra  Martina in tutto questo?   C’entra,  c’entra. In realtà si tratta di una piccolissima cosa che però apre alla speranza: sempre di quella si parla,  ma veniamo al dunque. Come già detto, fra le varie scadenze annuali il Gruppo, in questo periodo, rispettando una tradizione quasi trentennale, ha in calendario anche l’incontro con le scuole del nostro paese: elementari e medie.  Scolari e alpini, con lo scopo di farci conoscere  come una associazione fatta di date, di esempi e di valori sempre attuali  e,  in questa maniera, mettere in pratica quanto ci hanno esortato a fare i nostri veci: ”Per non dimenticare”,  comandamento alpino scolpito sulla colonna mozza lassù in Ortigara. Ad  onor del vero dobbiamo sottolineare la buona volontà e la disponibilità delle   insegnanti che cercano di preparare gli alunni all’incontro sia nelle aule sia accompagnando gli alunni  al cimitero presso la tomba dei Caduti sanvittoresi.  Al momento d’incontro in classe  è ovvio che dai ragazzi ti puoi aspettare di tutto,  dalle domande più inattese a quelle chiaramente suggerite. Fu così che Martina, da subito, si presentò con un foglietto in mano, sì quello della fotocopia che ho dovuto  ricalcare solamente per esigenze di fotocopia e di stampa.      Ha voluto leggerlo davanti a tutti, precisando d’averlo scritto da sola  la mattina prima di uscire per la scuola. Ora, almeno per quanto mi riguarda, non siamo qui per giudicare se quanto ha scritto sia avvenuto sotto “dettatura”: ma come fai a chiederglielo quando lei da subito ti evidenzia che quelle parole sono “farina del suo sacco?“ Personalmente mi ha colpito e quando, quasi con timore, ho chiesto a Martina se me lo regalava si è preoccupata di assicurarmi che “non c’erano errori di ortografia” solo questo,   rimarcandomi ancora una volta di esserne  l’unica autrice. Alla fine di tutto se questa ragazzina delle Scuole Medie è arrivata a scrivere queste poche righe, a leggerle bene, un po’ di speranza ti viene assieme alla fiducia   che qualcosa rimanga in lei anche nel suo futuro,  sarebbe già un gran bel risultato.

                                                            Pio

 

 

 

          

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Castagnata con i nonni (Dicembre 2023)
Gruppo

CASTAGNATA CON I NONNI

Su invito della direzione della RSA di San Vittore Olona anche quest’anno un manipolo di alpini ha partecipato alla castagnata presso la locale casa di riposo al fine di donare un pomeriggio in allegria agli anziani ospiti. Piazzato il braciere ed acceso il fuoco abbiamo subito dato via alla cottura delle castagne, a dire il vero già tagliate, e dopo alcune “padellate” abbiamo raggiunto i nonni all’interno dove abbiamo intonato diverse canzoni (chiediamo umilmente perdono per le immancabili stonature) del repertorio alpino mentre le castagne venivano distribuite ed apprezzate. Un ringraziamento particolare alle operatrici Simona, Valentina, Mara (e tutte le altre di cui non ricordo il nome) per la disponibilità e l’affetto come sempre dimostrato nei confronti degli ospiti e un arrivederci alla prossima occasione.

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Mario Rigoni Stern (Dicembre 2023)
Gruppo

Mario Rigoni Stern   Scrittore ed Alpino

 

Riuscitissima serata quella di venerdì 3 novembre su “Mario Rigoni Stern - Scrittore ed Alpino”. Il Professor Giancarlo Restelli è riuscito a coinvolgere l’affollata platea nel racconto delle vicissitudini degli alpini durante la ritirata di Russia attraverso la lettura e il commento di alcune pagine del libro di Mario Rigoni Stern," il Sergente nella Neve".  La descrizione delle vicende belliche in Russia (allora Unione Sovietica)  del Corpo di spedizione italiana in Russia CSIR prima e successivamente nel 1942 dell’Armata italiana in Russia ARMIR e la rappresentazione grafica dello schieramento delle divisioni alpine Tridentina, Julia e  Cuneense nell’ambito dell’ottava armata italiana dell’ARMIR, sono state il quadro per la comprensione dello scenario in cui si sviluppa il romanzo. Le divisioni furono impiegate inizialmente per favorire l’accesso al Caucaso,  zona ricca di petrolio, delle truppe tedesche e successivamente, dopo la battaglia di Stalingrado, schierate lungo il Don in  uno scenario bellico di oltre 270 chilometri di lunghezza. Dopo aspri combattimenti con le soverchianti forze nemiche armate tra l’altro con i potenti carri armati di 28 tonnellate contro i carri italiani di sole 3 tonnellate,  le divisioni alpine furono sacrificate in quanto truppe particolarmente resistenti, per consentire il ripiegamento di altri soldati, anche di diversa nazionalità, dal teatro di guerra.  Ed è nel Natale del 1942 che inizia il romanzo di Rigoni Stern con le pagine che raccontano la delusione  e l’amarezza per essere stati destinati a un simile sacrificio senza essere stati avvisati preventivamente della decisione della ritirata.

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Per non dimenticare (Dicembre 2023)
Gruppo

PER NON DIMENTICARE


“Per non dimenticare” la frase impressa oltre un secolo fa nella Colonna Mozza in vetta all’Ortigara e comandamento che gli alpini hanno impresso nelle finalità associative. E naturalmente il non dimenticare riguarda non solo quanti hanno dato la vita per la Patria calcando un cappello con la penna, ma tutti quegli eroi di tutti i giorni che hanno perso la vita indossando una divisa come le 19 vittime italiane della strage di Nassiriya che il 12 novembre 2003 in Iraq hanno avuto la loro vita distrutta in un attimo. E come tutti gli anni domenica 12 novembre ci siamo ritrovati davanti alla lapide che li ricorda per una commemorazione al fine di onorare il loro sacrificio, con l’amministrazione comunale e soprattutto la rappresentanza dei Carabinieri comandati dal Luogotenente Lisciandro della stazione di Cerro Maggiore  Beato il popolo che non ha bisogno di eroi” è una celebre frase di Bertolt Brecht, ma quello che ha la “sfortuna” di averne è giusto e doveroso che li onori e renda loro giustizia morale con il perenne ricordo.

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Raduno Secondo Raggruppamento (Novembre 2023)
ANA

Raduno Secondo Raggruppamento

 Anche il nostro Gruppo presente

 

Il 14 e il 15 ottobre a Lodi si è svolto il Raduno del Secondo Raggruppamento, Lombardia ed Emilia - Romagna, il tradizionale appuntamento annuale che riunisce in una località gli Alpini,  gli amici degli Alpini e i loro familiari in un clima di festa. La cronaca delle due giornate è quella delle tradizionali adunate alpine con una nutrita partecipazione dei Gruppi delle Sezioni Bergamasche e Bresciane, mentre la nostra,  quella di Milano, è stata rappresentata da circa due terzi dei Gruppi che la compongono. Il Raduno è iniziato formalmente nel pomeriggio di sabato con gli Onori ai gonfaloni e al Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini quindi il corteo che ha raggiunto il Duomo dopo aver sostato per un doveroso omaggio, al monumento dei caduti. In Duomo la celebrazione della messa è stata preceduta da una illustrazione delle origini del tempio nell’ambito della ricostruzione storica della città di Lodi. Interessante ma forse fuori luogo e comunque eccessivamente lunga e dettagliata soprattutto collocata dopo due ore di sfilata e con la prospettiva di ulteriori periodi in piedi, perlomeno per gli alfieri dei vessilli e gagliardetti. E li, per testimonianza diretta ho assistito alla concretezza alpina: fino al 1200 hanno resistito,  poi verso il medioevo qualcuno si era allontanato ufficialmente per  “bisognini”, mentre giunti al rinascimento si vedeva chiaramente che il richiamo di un  “bianchino” era irresistibile mentre i più devoti cercavano il confessionale. La gran parte comunque ha  resistito stoicamente fino alla ricostruzione dei giorni nostri. La serata è stata quella tipica delle adunate alpine: canti, fanfare e grande amicizia. Il giorno successivo è stato quello del Raduno vero e proprio.

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20X4+10 =??? (Novembre 2023)
Gruppo

20X4+10 = ???????

E’ una semplice operazione matematica  ma per  l’Alpino Ampelio Frigo, sì il nostro Ampelio,  questo semplice calcolo ha un grandissimo significato … 90  anni: la sua età. Si fa presto a dirlo ma è una somma che per  lui significa  vita, un’attuale traguardo e un privilegio per pochi e che, pertanto, merita minimo-minimo un momento di festa. Complice la famiglia, il gruppo pensò bene e doverosamente di chiamare a raccolta i soci in sede per condividere con lui questo compleanno, questa linea di arrivo.  Questo termine non significa la fine di tutto ma soltanto un “dai”, a quell’avanti che ancora gli aspetta circondato dall’affetto della sua famiglia. Sarebbe interessante passare una serata con lui e farsi raccontare i suoi anni che furono, fatti di lavoro, di polenta e formaggio, di sacrifici, del  trasferimento o meglio, esilio, dai suoi Colli Euganei alla Lombardia (a nessuno piace lasciare il proprio paese natio se non costretto e questo la dice lunga), alla  prima naja quale emigrato in Francia:  ripeto, naja, ma  non certo più facile della seconda fra i ranghi del 6° Alpini. E’ giusto ricordare come sia stato uno dei primi iscritti del nostro gruppo e con quanto impegno abbia collaborato alla vita dello stesso oltre  alla costruzione della nostra sede sempre in maniera discreta ma costante. Che dire oltre alle felicitazioni di tutti noi? ma non vorrei scivolare nel patetico e quindi: rinnovati auguri Ampelio e via  partenza per la  prossima “operazione di matematica” .

                                                                          PIO

 

                                                                            

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Con le scuole a cima Grappa (Novembre 2023)
Protezione Civile

CON LE SCUOLE A CIMA GRAPPA

L’articolo 2 dello Statuto dell’Associazione Nazionale Alpini recita nella voce “Scopi”: “Tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta” ed in senso lato per quanto riguarda glorie e gesta penso che il discorso si possa allargare al sacrificio di ogni soldato, di ogni arma e di ogni esercito, caduto compiendo il proprio dovere. E’ con questo spirito che sabato 30 settembre alcuni soci della S.I.A. insieme ad alpini dei Gruppi di Melzo e Cernusco Sul Naviglio hanno accompagnato una classe, esattamente la 4°C del Liceo Machiavelli di Pioltello accompagnata delle insegnanti Arianna Zanotti e Paola Guidotti (Paola tra l’altro è volontaria della nostra P.C. sezionale), ad una visita di notevole interesse storico al Sacrario Militare del Monte Grappa dove riposano i Resti di 22.950 soldati sia italiani che austroungarici dei quali solo 2.578 identificati, tutti vittime dello stesso tragico destino che oltre un secolo fa li vide nemici su opposti fronti e che ora li accomuna nella pace eterna. Naturalmente, vista la distanza, la partenza si è svolta a un’ora antelucana e puntualmente alle 6 l’autobus ha imboccato la lunga strada che in poco più di 4 ore ci ha condotto al posteggio del Sacrario posto al termine della spettacolare Strada Cadorna, viaggio intervallato dagli interventi di due alpini che hanno illustrato il contesto storico che ha preceduto la costruzione del mausoleo e le caratteristiche dello stesso. Giunti sul posto siamo stati accolti da Fidenzio Grego un alpino della Sezione “Monte Grappa” che ci ha fatto da guida per tutta la mattinata spiegandoci con dovizia di particolari ed aneddoti sia la storia del Sacrario che le vicende belliche che si sono succedute su quella montagna che si è guadagnata l’appellativo di “Sacra alla Patria”.

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Giornata della Protezione Civile Regionale (Ottobre 2023)
Protezione Civile

GIORNATA DELLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE

Sabato 23 settembre in occasione della festività di San Pio da Pietrelcina, patrono della Protezione Civile, la Regione Lombardia si è fatta promotrice di una giornata dedicata al ringraziamento dei 1.600 volontari lombardi che nel periodo di maggio e giugno sono stati impegnati nell’emergenza nelle zone dell’Emilia Romagna colpite dalla tremenda alluvione, in rappresentanza degli oltre 24.000 volontari che costituiscono la forza della Protezione Civile lombarda. Erano presenti alla cerimonia, svoltasi a Palazzo Lombardia,  numerose delle 260 associazioni coinvolte, e i rappresentanti dei tre comuni gemellati con i confratelli romagnoli, nonché le delegazioni dei comuni colpiti che hanno voluto testimoniare con la loro presenza la riconoscenza dei loro concittadini per l’aiuto ricevuto nel corso di questa calamità che ha profondamente segnato un intero territorio che ancora adesso sta facendo i conti con quanto è accaduto. Puntualmente alle 10 si è aperta la cerimonia con l’Inno di Mameli cantato da tutti i presenti seguito dagli interventi dell’Assessore regionale alla Protezione Civile La Russa e dal Presidente del Consiglio Regionale Romani che hanno rivolto parole di ringraziamento ed elogio a quanti si sono prodigati nell’emergenza non solo nel quadro della Romagna ma anche per tutte le iniziative che nell’ultimo anno ci hanno visto operare dall’aiuto ai profughi ucraini, al COVID sino agli ultimi interventi per il maltempo gli ultimi dei quali risalenti a solo poche ore prima. A seguire quello del Capo della Protezione Civile nazionale della P.C. Fabrizio Curcio che ha sottolineato l’importanza della prevenzione e dell’addestramento che deve essere alla base di ogni intervento per far si di poter operare tempestivamente e soprattutto in sicurezza ogni qualvolta si viene chiamati ad operare, così come i successivi oratori rappresentanti della città metropolitana e comunale che hanno rimarcato l’importanza del volontariato che essendo completamente gratuito e volontario costituisce una marcia in più perché svolto da persone che si impegnano operando col cuore prima che con le mani. Molto toccanti sono stati gli interventi dei rappresentanti dei comuni colpiti che hanno visto operare i volontari lombardi sul loro territorio come Sant’Agata del Santerno, Bagnacavallo, Massalombarda che hanno portato il ringraziamento delle loro genti per la solidarietà e l’aiuto, non solo “fisico” ricevuto in un frangente così tragico. Al termine di tutti gli interventi sono stati consegnati ai rappresentanti di tutte le Associazioni presenti gli attestati di ringraziamento per l’opera svolta e per tutto il lavoro che ancora resta da fare, soprattutto per quanto riguarda l’addestramento costante per farsi trovare pronti nelle calamità che purtroppo con sempre maggiore frequenza colpiscono le nostre comunità.

Franco

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Miniraduni in montagna (Ottobre 2023)
Gruppo

Miniraduni in montagna

 

Così si possono definire le feste alpine che si susseguono nelle diverse località montane durante tutto il periodo estivo e autunnale. Senza voler nulla togliere agli incontri che si svolgono in altre località, quelle in montagna hanno una loro caratterizzazione particolare. Indubbiamente l’ambiente montano crea le condizioni ideali per questi appuntamenti, ma è lo spirito della gente di montagna che li rende unici. Sono appuntamenti aspettati per tutto l’anno dalle persone del luogo come i più importanti fra le poche occasioni che hanno per incontrarsi, stare insieme in allegria, passare una giornata di festa. E gli alpini sanno interpretare nella maniera migliore lo spirito di attesa e di partecipazione. I Gruppi Alpini del posto si danno da fare, come di consueto, per organizzare questi appuntamenti, spesso gareggiando per dimostrare di aver organizzato la festa migliore. Accade così che il Gruppo Alpini della frazione di un comune organizzi la festa migliore del Gruppo Alpini del comune stesso: si perché in queste località addirittura coesistono nello stesso piccolo comune più Gruppi Alpini! La festa si tiene normalmente in un luogo fuori dal paese, spesso accanto a chiesette o cippi commemorativi degli Alpini. Nel tempo questi luoghi sono anche migliorati sotto il profilo logistico e organizzativo ma quello che li caratterizza è lo scenario alpino che rende ancora più particolare e suggestiva la manifestazione. I preparativi iniziano diversi giorni prima con l’imbandieramento del paese, la pubblicazione delle locandine con il programma della festa, la raccolta di generi alimentari che le aziende agricole locali offrono  volentieri per la manifestazione. Nel tempo questi appuntamenti si sono anche arricchiti di incontri culturali quali mostre e convegni relativi all’ambiente alpino e alla vita in montagna. Il giorno della festa è preceduto da una serata in cui si esibiscono diversi cori e, fra un coro e l’altro, si inizia a “carburare “ la manifestazione! La sfilata dei gagliardetti di tutti i Gruppi Alpini della valle apre il corteo accompagnato dal “33” suonato dalla banda del paese (con qualche piccola stonatura che rende ancora più “rustica”la manifestazione).

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Dalla redazione (Ottobre 2023)
Gruppo

DALLA REDAZIONE

 L’altra sera, venerdì 22 u.s. in sede c’era un po’ di “ accidenti ”, niente di grave ma il problema c’era ed era da risolvere. Cosa scriviamo sul prossimo numero? Tu cosa hai preparato, e tu? silenzio. In sostanza manca la materia prima per il numero di ottobre. Quasi certamente  il nostro camminatore (Franco) avrà fatto un resoconto sulle ultime sue scorribande sulle Dolomiti, beato lui. Poi vuoto, siamo a “secco”, niente  da pubblicare. Il nostro notiziario, a giusto titolo si può fregiare di essere un veterano con i suoi 37 anni di vita e con  settembre 2023, siamo al numero 425,  non sono bruscolini; inoltre, e da sottolineare, il nostro mensile non ha perso un colpo dalla sua nascita. Agli inizi, la redazione alle prime armi era itinerante e   passando casa per casa   ascoltava  i nostri “veci”, i loro racconti ed esperienze del tempo che fu,  lavoro, guerra o di immigrazione; materiale a non finire,  ultrabbondante per riempire le una/due pagine del nostro neonato  notiziario: le acrobazie per la stampa, poi, erano un’altra cosa; comunque fra un miracolo e l’altro, fino a qui ci siamo arrivati. Ora i tempi sono mutati, sono cambiate le tecniche,    migliorate e, addirittura  semplificate ma … ma mancano le firme, manca chi può dare una mano, manca qualche penna che  scriva qualcosa, non sono richieste tesi di laurea. Qualcuno, fra noi, sicuramente  avrà qualcosa  d’interesse  da raccontarci, qualche stranezza capitata o episodio magari del proprio  servizio militare; io credo che alpinità possa significare anche questo. Addirittura nel nostro “Alpino” troviamo la rubrica “Scritti con la divisa” dove si è invitati a raccontare, a rendere partecipi i soci della corrispondenza dei nostri soldati sparsi in ogni dove,   perché non possiamo farlo anche noi nel  Penna Nera? Se qualche socio guarda in qualche cassetto, in soffitta o fra i ricordi di famiglia sicuramente troverà  qualcosa, che ne so, un diario dal quale “rubare“ qualche pagina che si potrebbe pubblicare nel nostro giornalino. Può essere un’idea, perché non provarci?

                                             PIO       

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Il nostro futuro (Settembre 2023)
ANA

IL NOSTRO FUTURO

 Venerdì 7 luglio, come da tempo programmata, si è tenuta presso la nostra sede una Assemblea Straordinaria riguardante il nostro futuro associativo che, se è vero che riguarda l’intera Associazione Nazionale Alpini, parte proprio dalla base e cioè dai Gruppi come il nostro che ne sono l’ossatura e struttura portante. Devo dire che malgrado la buona presenza di soci mi aspettavo una maggiore partecipazione perché il tema è fra i più importanti e riguarda tutti noi e va al di la delle Adunate, delle iniziative e delle manifestazioni che sono tutte cose che dipendono direttamente dalla risposta che sapremo dare alla domanda: “Che futuro avremo?” e di conseguenza che futuro avrà la società e le comunità che dagli alpini hanno sempre ricevuto aiuto e sui quali si è sempre potuto contare come esempio civico ed aiuto in calamità ed emergenze. Ebbene il tema affrontato quella sera verteva sul fatto che la sciagurata legge che ha temporaneamente SOSPESO (è giusto ricordare che l’art. 52 della nostra Costituzione non ne consente l’abrogazione) il servizio di leva come l’abbiamo conosciuto ha avuto come conseguenza il blocco di un ricambio generazionale nelle nostre fila, cosa che per oltre un secolo ha permesso all’ A.N.A. di crescere e diventare l’Associazione d’Arma più numerosa al mondo con le ramificazioni al suo interno dalla Protezione Civile, al volontariato, agli incontri con le scolaresche che oramai si dava per scontato sarebbero sempre esistite. Ma questa flusso che è stato interrotto è destinato a ripercuotersi sulla nostra vita associativa e del futuro dell’A.N.A. se ne parla oramai da tanti, troppi anni e le inevitabili decisioni hanno creato due linee di pensiero, una composta da Sezioni come la nostra con un numero limitato di iscritti e dove l’età media sale inesorabilmente senza ricambi che vede assottigliarsi le fila e disponibili ad aprirsi a nuovi scenari, l’altra dalle Sezioni chiaramente poste in aree di grande reclutamento alpino e che contano decine di migliaia di soci che non vedono imminente il “pericolo” anche se a mio avviso questo atteggiamento non è che un procrastinare una situazione che presto o tardi interesserà l’intera Associazione. La domanda che quindi è stata posta ai soci riuniti in Assemblea è stata quella di esprimere un parere riguardo la possibilità di aprirsi all’ingresso di persone che pur non avendo svolto il servizio militare nel Corpo degli Alpini, posseggano le caratteristiche richieste a ognuno di noi per far parte dell’Associazione, per intenderci quelli che da sempre sono chiamati e già iscritti come Amici degli Alpini, percorso che si raggiunge dopo essere ammessi come soci aggregati. Le ultime disposizioni dalla Presidenza Nazionale danno la possibilità ai singoli Gruppi di poter includere nel Consiglio di Gruppo la figura del rappresentante degli Amici con la possibilità di partecipare alle riunioni di Consiglio e per quanto riguarda noi la decisione da parte dei presenti è stata praticamente unanime nell’approvare tale proposta in quanto da sempre i nostri Consigli sono stati aperti a tutti e sinceramente nel nostro caso la presenza e la partecipazione del gruppetto di Amici risulta fondamentale ed indispensabile per la vita e il buon andamento del Gruppo anche se mi auguro con tutto il cuore che questa decisione non deve significare un delegare ulteriormente ad altri ciò che ognuno di noi potrebbe fare, ma sia un rinnovato stimolo per impegnarsi TUTTI ognuno con le proprie possibilità per andare avanti sulla strada che ci hanno indicato i nostri Veci ricordandoci che chiunque può aiutare a portare lo zaino dell’altro quando diventa pesante e la salita si fa più aspra.

                                                                      

                                                                                                                                        Il Capogruppo

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Anniversario (Settembre 2023)
Gruppo

ANNIVERSARIO

           

 Non ci si pensa  ma è costantemente presente nella nostra vita ‘sto motore del tempo;  non va a benzina o corrente, caspita, sembra   autoalimentato, insomma un fai da te,  gratis,  ma le cose non stanno proprio cosi. Ognuno di noi lo vive nella propria esistenza con una regolarità e scadenza da superare qualsiasi cambiale. I primi anni è tutto un festeggiare poi pian piano questa giornata non si vorrebbe neppur nominare ma  questa data si ripresenta inesorabilmente ogni anno  E’ toccato anche al nostro socio, all’alpino Nuccio Meraviglia,  ottanta cambiali pagate oppure detto con un po’ d’ironica suggestione: un  20 per 4… Gli annali della storia ricordano come il suo servizio militare sia trascorso presso la Brigata Alpina Orobica /Unità Servizi dalla quale fu congedato nel 1965,  insomma  qualche anno fa,   per continuare poi  la sua vita lavorativa nell’ambito calzaturiero. Finalmente è  arrivato al meritato riposo  nell’ambito della sua famiglia  e le frequenti “fughe” in montagna da vero alpino. Recentemente il nostro capogruppo accompagnato da due amici/soci si è recato  a trovarlo per una visita e con una targa ricordo,  non c’è che dire,  80 anni,  un bel traguardo!

                                                              PIO

 

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Ciao Antonietta (Settembre 2023)
Gruppo

CIAO ANTONIETTA

Lo scorso 24 luglio è venuta a mancare la Sig.ra Antonietta Catozzo, per quanti di noi la conoscevano l’Antonietta. Era la vedova dello storico Segretario del Valle Olona, Giuseppe Bertacco che 50 anni fa affiancava il Capogruppo Brunello nella conduzione del Gruppo ed era sempre presente alle nostre manifestazioni, tanto da diventare Madrina del nostro Gruppo presente alla benedizione del nuovo Gagliardetto e in diverse occasioni prestatasi in cucina per la preparazione dei pranzi sociali. Ultimamente anche se per problemi di salute non poteva più essere presente fisicamente non mancava mai di interessarsi alla nostra vita associativa quando alcuni di noi si recavano a trovarla o a sentirla per telefono. Ora riposa vicino al suo Giuseppe e alla figlia Lia e a tutta la sua famiglia il Gruppo porge le più sentite condoglianze e la promessa che verrà ricordata in occasione della ricorrenza dei defunti quando ci recheremo a ricordare i nostri Veci andati avanti.

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Uno sguardo al passato (Luglio 2023)
Gruppo

UNO SGUARDO AL PASSATO

Quello della “Cappelletta” è sicuramente stato uno dei più bei periodi della storia recente del nostro Gruppo che nel lontano 1987 vide la corale partecipazione di Soci ed Amici uniti nella realizzazione di questo manufatto eretto con lo scopo di raccogliere i poveri resti dei defunti vittime della terribile pestilenza che nel lontano 1630 fece oltre un milione di vittime e che colpì in modo significativo anche Canegrate contando più di 400 morti su una popolazione di circa 700 persone. La zona adiacente il corso dell’Olona venne utilizzata come luogo di sepoltura e nel corso dei secoli quasi dimenticato sino all’inizio del secolo scorso quando, scavando nel terreno argilloso necessario alla costruzione dei mattoni della nuova fornace, iniziarono a venire alla luce i poveri resti, e qui entriamo in gioco noi alpini che, come sempre a nostre spese e la gratuita ed entusiasta manodopera, in poco tempo realizzammo questa piccola grande opera per dare degna sepoltura a quei lontani fratelli e dopo l’inaugurazione e la relativa consacrazione, per diversi anni abbiamo festeggiato in loco l’evento organizzando le memorabili feste campestri che vedevano la partecipazione di centinaia di persone. Purtroppo l’incedere del tempo e l’inesorabile avanzamento dell’età dei Soci ha interrotto queste manifestazioni sino a questo anno quando un’idea si è fatta largo: perché non tornare, anche se per poco tempo a ritrovarci davanti alla nostra Cappelletta anche se solo per una preghiera? E’ stato cosi che martedì 23 maggio ci siamo nuovamente riuniti sulle rive dell’Olona per la celebrazione del Rosario grazie soprattutto alla disponibilità di Don Nicola, coadiutore della parrocchia di Canegrate che ha coinvolto tutti nella cerimonia con i suoi modi schietti e la carica di simpatia che ha conquistato i presenti e che, restando a sua volta stupito davanti alla Cappelletta della quale ne’ lui ne’ il Parroco erano a conoscenza dell’esistenza, ha prospettato la possibilità di ripetere la bella esperienza il prossimo anno magari in maniera più completa radunando le persone della zona.

F.M.

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Alluvione in Romagna (Luglio 2023)
Protezione Civile

EMERGENZA ALLUVIONE IN ROMAGNA

E se credevamo che la pioggia ininterrotta che ci ha un po’ rovinato la festa dell’Adunata di Udine fosse una mezza catastrofe, la possiamo considerare una goccia nel mare rispetto a quanto è capitato alle genti dell’Emilia Romagna che si sono trovati a subire una situazione terrificante che ha provocato 15 vittime, migliaia di sfollati e danni per miliardi con una ricaduta sull’economia dell’intera Regione che avrà bisogno di anni per tornare alla normalità. Come sempre i nostri volontari sono stati fra i primi ad accorrere a prestare assistenza e ad intervenire con uomini e mezzi per aiutare la popolazione a liberare strade ed abitazioni dal fango trasportato dall’acqua anche se gli interventi più consistenti si sono potuti effettuare dopo il graduale ritiro di quel mare che nel giro di poche ore ha sommerso oltre 800 Km. quadrati di territorio. Le colonne mobili dell’A.N.A. hanno mobilitato centinaia di volontari e la nostra Sezione è stata operativa nella zona di S. Agata sul Santerno, uno dei paesi maggiormente colpiti e devo dire che personalmente reputo questo uno dei peggiori scenari che ho potuto vedere in quasi 40 anni di Protezione Civile anche perché l’area interessata era veramente vasta. Come sempre intervenire in queste situazioni crea anche un disagio psicologico nel vedere tanta devastazione ed immedesimarsi nella disperazione della gente che ha perso veramente tutto a cominciare dagli oggetti, magari piccole cose, ma ricordi di una vita che purtroppo non ci sono più e che ti mette in difficoltà dovere rimuovere, accatastare e buttare negli enormi mucchi di detriti che venivano poi portati in improvvisate discariche tanto da decidere di perdere del tempo per ripulire pazientemente delle vecchie fotografie letteralmente coperte di fango e riconsegnarle all’anziana signora che guardava sconsolata i muri della sua casa desolatamente svuotata di tutto e sentirsi ringraziare perché erano le foto di suo figlio scomparso e dei suoi nipoti da piccoli. Naturalmente fra di noi, malgrado la situazione non sono mancati i momenti piacevoli, specialmente alla sera quando ci si ritrovava, certamente stanchi ma più puliti e con la voglia di stare insieme, volontari di varie Sezioni accumunati dallo stesso spirito. Al momento di scrivere l’emergenza può dirsi conclusa e le colonne sono rientrate tutte, ma se è vero, come penso che sia, che la natura alla fine presenta sempre il conto c’è da augurarsi veramente che si possa imparare dagli errori e fare in modo di non incorrere più in simili disastri.

Franco Maggioni

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Vita di Gruppo (Luglio 2023)
Gruppo

VITA DI GRUPPO


Queste quattro righe traggono lo spunto da un momento di convivialità. Eravamo in sede: in uno dei vari capannelli ascoltavo quanto un socio  ci raccontava ossia come avesse dovuto spiegare ad un suo, presumo, conoscente, che l’attività degli Alpini non fosse  quella ed esclusivamente unica  di essere simpatizzanti delle tavolate e dei vari  prodotti etilici ma che gli iscritti dell’ANA si occupassero anche di ben altro. Ho avuto la sensazione che avesse dovuto faticare non poco per contestare le osservazioni che gli venivano fatte  concludendo finalmente,  dopo svariate argomentazioni, che  noi in sede, oltre a ritrovarci armati di forchette e coltelli,  organizziamo anche serate a tema culturale, musicale o di interesse collettivo.  Il suo interlocutore alla fine tirò i remi in barca con la classica affermazione:  ah però, non lo sapevo.   Questo, presumo sia il frutto,  grazie ai mass-media immediatamente pronti a cavalcare notizie pruriginose, vedi l’esperienza dell’Adunata di Rimini o il comportamento di  qualche deficiente, peggio se tesserato “alpino” che, per forza di cose, non manca mai ed ignorare se gli Alpini siano presenti in Emilia Romagna nei terreni alluvionati. Sarei contento se qualcuno mi smentisse. Personalmente nei vari telegiornali non ho visto  finora uno straccio di qualche servizio sulla nostra Protezione Civile Alpina   attualmente presente ed impegnata assieme ai tanti ”angeli del fango” a farsi un mazzo così,    forse per non far torto a nessuno o, diversamente, sarò io che sono poco attento. Riandando alle prime righe a proposito del solito personaggio che ignora: mi sono riguardato il programma del mese di maggio esposto nel nostro mensile “Penna Nera”: riunione mensile  di consiglio con valutazioni di eventuale partecipazione all’Adunata alpina in quel di Udine, a seguire, disnarello in sede, una volta al mese e  ci sta, a seguire un’ altro impegno in quel di Canegrate sulle rive del fiume Olona: recita del S.to Rosario in ricordo dei soci Alpini andati avanti, presso la nostra  Cappelleta  (nostra perché edificata da noi).  

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Ponte Selva (Luglio 2023)
Sezione ANA Milano

PONTE SELVA

Dopo la forzata pausa causata dalla pandemia che ha visto cancellare per due anni ogni iniziativa associativa, domenica 11 giugno è stato ripreso il Raduno Sezionale di Ponte Selva, presso quella che è nata come Casa dell’Orfano voluta da Mons. Antonietti nel 1925 per accogliere i bambini rimasti orfani nel dopoguerra a causa del conflitto e che ha visto nel corso degli anni passare centinaia di piccoli ospiti e che ora, dopo la recente scomparsa di Padre Arturo ultimo custode del posto, viene utilizzata come campo estivo e di ritiro per squadre sportive. Alcuni di noi sono arrivati sul posto sabato pomeriggio per allestire le tende che sarebbero servite l’indomani per il rancio alpino e come spesso capita in quella valle, appena terminato il cielo ha pensato bene di iniziare a scaricare acqua forse per non farci perdere l’abitudine presa con l’Adunata di Udine, ma tant’è…l’Alpino non è solubile e sempre si adatta. La mattina della domenica al risveglio una coltre di nebbia lasciava presagire una bella giornata (e così è stato) ed abbiamo atteso l’arrivo degli alpini e famigliari decisi a passare una bella giornata in compagnia, giornata iniziata con l’Alzabandiera e proseguita con il corteo e la successiva S. Messa accompagnati dalla nostra Fanfara e dal Coro ANA di Milano. Terminata la funzione è stato servito un generoso aperitivo mentre iniziavano le gare di tiro, briscola e freccette fra le squadre intervallate dal rancio allietato dai brani suonati dalla Fanfara e dal concerto del Coro nella Chiesetta. Purtroppo bisogna dire che l’affluenza è stata certamente inferiore alle precedenti edizioni e ciò pone un interrogativo sulle prossime manifestazioni ma qualunque sarà la decisione che verrà presa, l’importante è non perdere la voglia e la gioia di stare insieme.

 

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Adunata Udine 2023 (Giugno 2023)
ANA

ADUNATA UDINE 2023

TANTO TUONO’ CHE PIOVVE

Vabbé di tuoni non ne abbiamo sentiti, quanto a pioggia questa Adunata di Udine sarà ricordata, se non la peggiore, certamente fra le più annacquate della storia, una intera settimana di rovesci anche molto violenti interrotti saltuariamente da manciate di minuti di tregua che consentivano di spostarsi da un riparo all’altro, e malgrado il detto che gli alpini non sono solubili all’acqua, ci siamo andati molto vicini. Comunque il maltempo non ha impedito il regolare svolgimento delle manifestazioni previste che hanno catalizzato la presenza degli alpini convenuti nel capoluogo per la loro 94° Adunata Nazionale a 27 anni di distanza dall’ultima del 1996 tenutasi in occasione del 20° anniversario del terribile terremoto (soprannominato dai locali Orcolat, orcaccio in lingua friulana) di magnitudo 6.4 che il 6 maggio 1976 colpì l’intera regione in particolare la media valle del fiume Tagliamento provocando 965 morti. Ma se il meteo ha in qualche modo rovinato la festa, non è riuscito a spegnere l’entusiasmo e la riconoscenza che i friulani hanno da allora nei confronti degli alpini che allora, sotto la guida di quel galantuomo che fu l’Onorevole Giuseppe Zamberletti, furono gli artefici principali della ricostruzione, riconoscenza ed affetto dimostrati in ogni modo possibile arrivando ad aprire le proprie case a perfetti sconosciuti che hanno come unico segno distintivo un cappello con la penna. E chi scrive lo può attestare in prima persona essendo stato contattato alla vigilia della partenza da una amica conosciuta appunto 27 anni fa nel corso dell’Adunata e mai più rivista ma che, saputo della difficoltà di trovare posti in cui accamparsi, mi ha detto (testuali parole): “Se i miei amici sapessero che ho lasciato un alpino in tenda sotto l’acqua non mi parlerebbero più, la mia casa  è la tua” e così per 4 giorni sono stato ospitato e coccolato come fossi davvero a casa mia insieme a mio figlio e con la raccomandazione che se avessi trovato qualcun altro senza riparo, altri due o tre posti sarebbero saltati fuori. Che dire quindi se non che se si semina bene, altrettanto bene si raccoglie? Detto questo la cronaca ha ripetuto il tradizionale copione con gli appuntamenti sempre intensamente partecipati da tutti come l’Alzabandiera con il Tricolore issato sulla sommità del Castello il venerdì mattina, mentre in Piazza Libertà venivano resi gli onori al Labaro dell’Associazione alla presenza delle massime autorità, seguito dalla cerimonia al Tempio Ossario dove riposano i resti di 25.000 Caduti e al cippo della Divisione Julia. È seguita al Parco Moretti l’inaugurazione della Cittadella degli Alpini, in cui sono esposti mezzi e dotazione della Truppe Alpine, della Protezione Civile dell’ANA e della Sanità Alpina, subito presa d’assalto dagli alpini partecipanti all’Adunata e da un folto pubblico. Nel pomeriggio la sfilata per le vie del centro cittadino delle tre Bandiere di guerra dell’8° reggimento alpini, del 14° Reparto Comando e Supporti Tattici, del 3° Artiglieria e lo stendardo del reggimento Piemonte Cavalleria, che davanti al Municipio, in piazza della Libertà, sono state accolte dal saluto del sindaco De Toni. Sabato mattina l’incontro tra il Presidente Ana, Cdn, Sezioni all’estero, delegazioni Ifms e i militari stranieri al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e al pomeriggio la S. Messa nella Cattedrale S. Maria Annunziata, il Duomo di Udine, celebrata dall’Arcivescovo Mons. Bruno Mazzoccato che ha ricordato l’impegno costante e prezioso degli alpini nella vita quotidiana delle comunità che sanno sempre su chi contare nel bisogno. La sera come sempre la grande festa premiata con gli unici momenti di tregua del maltempo purtroppo ancora disturbata dagli alpini idioti che malgrado le disposizioni creano disagio e soprattutto pericolo con i trabiccoli che ogni anno vengono banditi, ma che ogni anno continuano imperterriti a circolare e sarebbe utile a mio parere tornare a una pratica adottata alcuni anni fa quando sulla nostra stampa associativa venivano pubblicate le foto di questi cialtroni con i loro veicoli sopra i  quali si vantano di mettere pure il nome del proprio Gruppo o paese, mettendoli ufficialmente alla berlina con la speranza che i Presidenti di Sezione interessati prendano finalmente provvedimenti. Naturalmente non ci sono stati solo momenti da dimenticare come questi, perché nelle stesse ore in centinaia di paesi, teatri, chiese e comunità sparse in tutta la Regione si tenevano concerti corali, musicali e spettacoli che vedevano gli alpini coinvolgere la popolazione ospitante nella grande festa verde. E come sempre la domenica mattina tutto torna all’ufficialità con l’arrivo dei pullman provenienti da tutta Italia che scaricano migliaia di alpini e famigliari desiderosi di mostrare anche questa volta di esserci e di essere uniti nel rispetto degli ideali tramandati dai nostri Veci ed è significativo il fatto che calando per forza di cose il numero dei Reduci, aumenti quello delle ragazze e ragazzi dei campi scuola quale segno di continuità associativa. Purtroppo il maltempo ha certamente scoraggiato alcuni a sfilare, ma le cifre ufficiali parlano comunque di quasi 90.000 partecipanti inquadrati nelle varie Sezioni precedute dagli alpini della seconda naia, quelli delle Sezioni estere che tutti gli anni intendono con la loro presenza testimoniare la vicinanza all’Associazione e all’Italia in un corteo che è durato oltre 10 ore. E comunque, e chi l’ha provato sa cosa intendo dire, malgrado la pioggia, durante la sfilata quasi non ci si accorge del disagio e in poco tempo ci si ritrova allo scioglimento e dopo un veloce saluto agli amici del Gruppo e della Sezione ci si congeda con un arrivederci il prossimo anno a Vicenza.

Franco

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25 Aprile fra memoria ed educazione (Giugno 2023)
Gruppo

25 APRILE

FRA MEMORIA ED EDUCAZIONE

Come di consueto martedì 25 aprile il nostro Gruppo ha partecipato compatto ed in buon numero alla cerimonia in occasione della ricorrenza dell’anniversario della liberazione e, complice anche la bella giornata, ha testimoniato con la sfilata attraverso le vie del paese l’importanza dell’evento. Il fatto poi di essere accompagnati da una numerosa delegazione di sanvittoresi che malgrado il lungo “ponte” festivo hanno voluto essere presenti ed il fatto che, forse perché siamo un paese, una comunità dove si guarda più alla sostanza che alle ideologie che alla fine dividono, hanno fatto si che alla fine tutto sia andato per il meglio con finale come sempre molto sentito con la visita insieme agli amici del Complesso Bandistico Sanvittorese alla Casa Famiglia (RSA) dove gli ospiti hanno partecipato con gioia all’esibizione del “banditi”. Ma se a livello istituzionale ed organizzativo tutto è filato per il meglio, mi vorrei riallacciare all’intervento finale del Sindaco Daniela Rossi al termine della cerimonia al Cimitero quando si è tolta il classico “sassolino dalla scarpa” sottolineando la delusione riguardo l’assenza dei bambini delle scuole alla manifestazione, tutti forse coinvolti nel ponte festivo. Eppure scusate ma, personalmente e col senno di poi, a me non è spiaciuta questa assenza e vi spiego il perché. Da circa 30 anni noi alpini andiamo nelle scuole sanvittoresi (e anche fuori paese) nella ricorrenza del 4 novembre, Festa della fine della 1° Guerra mondiale, delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia e queste occasioni di incontro con i futuri cittadini iniziano sempre con la cerimonia dell’Alzabandiera durante la quale spieghiamo ai bambini l’importanza di quanto stiamo facendo, del significato di rendere onore a quel Drappo che ci rappresenta in quanto Popolo, una Bandiera nel nome della quale molti giovani hanno dato la vita e che molti prigionieri di guerra hanno diviso in pezzi e si sono cucita addosso per poterla ricomporre una volta tornati a baita perché Essa rappresentava un sacro legame con la propria Patria (terra degli Avi). Ebbene anche in questa occasione di festa, dove tutto è andato bene, l’unica nota stonata, veramente stonata, riguarda il fatto che mentre davanti al Comune veniva issata la Bandiera e successivamente venivano tributati gli Onori ai Caduti al relativo monumento, tutti gli avventori del bar a due metri di distanza se ne stavano spaparanzati sulle sedie bevendo caffè e aperitivi, ciarlando come niente fosse e non mostrando il minimo interesse ne’ rispetto per quanto stava accadendo davanti a loro…e non è la prima volta. Se quel giorno fossero stati presenti i bambini, il prossimo 4 novembre mi sentirei molto ipocrita a spiegare loro come ci si deve comportare durante queste cerimonie dove l’educazione ed il rispetto giocano un ruolo fondamentale e che è importante per costruire le fondamenta della coscienza del futuro cittadino….a meno di non sfruttare questo  comportamento per far capire come NON ci si deve comportare e magari suggerendo loro di farsi portavoce verso i cosiddetti “più grandi” dimostrando con l’esempio di avere recepito l’importanza del contegno da tenere in tali circostanze. Beh, può essere un’idea.

Franco Maggioni

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A scuola di montagna con gli alpini (Giugno 2023)
Sezione ANA Milano

A SCUOLA DI MONTAGNA CON GLI ALPINI

Sabato 29 aprile una squadretta della S.I.A. con una spolverata di coristi del gruppo di Melzo ha accompagnato una ventina di studenti della classe 3C del Liceo IIS Machiavelli di Pioltello in Val d’Aosta e precisamente nella valle del Lys sopra Gressoney Saint Jean per visitare l’antico insediamento Walser di Alpenzù un luogo magico, arroccato su un balcone naturale che sovrasta la valle e la cui vista spazia sullo spettacolare massiccio del Monte Rosa, vista che ci è stata purtroppo negata dalle condizioni climatiche avverse. La cronaca della giornata ha visto l’appuntamento in valle fra il pullman della scuola, noi alpini partiti dalla periferia milanese e la nostra guida locale, il mitico “zio” Franco torinese da tempo oramai residente in Valle con il quale ci siamo consultati riguardo il tempo che fino a qualche minuto prima non dava speranze per la giornata ma che in quel momento sembrava concedere una tregua tanto da farci decidere di effettuare egualmente l’escursione prevista al grido di “se pioverà la prenderemo”. Posteggiati i mezzi e caricati gli zaini in spalla, dopo una breve spiegazione sull’uscita e sul comportamento da tenere, i ragazzi inquadrati dalle insegnanti Paola Poltronieri e Paola Guidotti (anch’essa volontaria nella nostra P.C.) iniziavano la salita non prima di avere lanciato uno sguardo alle case del borgo nostra mèta che si vedevano abbarbicate lassù…per qualcuno un po’ troppo lassù. E comunque chi prima e chi dopo tutti siamo arrivati alla destinazione prefissata e dopo una breve pausa ci siamo recati presso la baita dello “zio” dove quest’ultimo ha illustrato le condizioni di vita e di lavoro nella valle e specialmente nel villaggio che ci ospitava con particolare riferimento alle difficoltà quotidiane che dovevano affrontare gli abitanti di tutte le età per sopravvivere e mantenersi con i prodotti che la terra offriva e che a costo di pesanti sacrifici dovevano coltivare, nonché al fatto che la ristrutturazione e il mantenimento dell’abitato sia stato possibile grazie alla volontà e all’impegno di volontari che hanno inteso salvaguardare una realtà storica che rischiava di scomparire. Abbiamo anche potuto visitare alcune abitazioni nelle quali erano stati ricreati gli ambienti originari. Dopo questa lezione storica ci siamo recati e schierati nella “piazzetta” dove grazie ad un rudimentale pennone abbiamo eseguito l’Alzabandiera, cerimonia questa per la maggior parte dei ragazzi vissuta per la prima volta ma comunque da tutti partecipata. E poiché tutti i salmi finiscono in gloria, al “rompete le righe” ci siamo fiondati tutti nell’area pic-nic del vicino rifugio dove è stato consumato il rancio al sacco al termine del quale, complici i coristi, sono iniziati i canti ai quali si sono subito uniti molti ragazzi (e specialmente ragazze) che hanno dimostrato di apprezzare questo modo di stare insieme che per noi è naturale, ma che per loro è stata una autentica nuova esperienza vissuta senza l’ausilio dei telefonini. Buon ultimo le foto di rito prima di imboccare il sentiero di rientro a fondo valle e dopo esserci ricompattati sui mezzi, prima della partenza abbiamo fatto un tappa a Saint Jean dove abbiamo incontrato il capogruppo alpino locale col quale c’è stato uno scambio di doni prima di riprendere la via del ritorno noi soddisfatti di avere condiviso questa bella esperienza con i ragazzi e la speranza, per quanto riguarda loro, di essere stati contenti di avere passato una giornata particolare con i loro nuovi amici alpini.

Franco

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