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Adunata Udine 2023 (Giugno 2023)
Postato il di morang

ANA

ADUNATA UDINE 2023

TANTO TUONO’ CHE PIOVVE

Vabbé di tuoni non ne abbiamo sentiti, quanto a pioggia questa Adunata di Udine sarà ricordata, se non la peggiore, certamente fra le più annacquate della storia, una intera settimana di rovesci anche molto violenti interrotti saltuariamente da manciate di minuti di tregua che consentivano di spostarsi da un riparo all’altro, e malgrado il detto che gli alpini non sono solubili all’acqua, ci siamo andati molto vicini. Comunque il maltempo non ha impedito il regolare svolgimento delle manifestazioni previste che hanno catalizzato la presenza degli alpini convenuti nel capoluogo per la loro 94° Adunata Nazionale a 27 anni di distanza dall’ultima del 1996 tenutasi in occasione del 20° anniversario del terribile terremoto (soprannominato dai locali Orcolat, orcaccio in lingua friulana) di magnitudo 6.4 che il 6 maggio 1976 colpì l’intera regione in particolare la media valle del fiume Tagliamento provocando 965 morti. Ma se il meteo ha in qualche modo rovinato la festa, non è riuscito a spegnere l’entusiasmo e la riconoscenza che i friulani hanno da allora nei confronti degli alpini che allora, sotto la guida di quel galantuomo che fu l’Onorevole Giuseppe Zamberletti, furono gli artefici principali della ricostruzione, riconoscenza ed affetto dimostrati in ogni modo possibile arrivando ad aprire le proprie case a perfetti sconosciuti che hanno come unico segno distintivo un cappello con la penna. E chi scrive lo può attestare in prima persona essendo stato contattato alla vigilia della partenza da una amica conosciuta appunto 27 anni fa nel corso dell’Adunata e mai più rivista ma che, saputo della difficoltà di trovare posti in cui accamparsi, mi ha detto (testuali parole): “Se i miei amici sapessero che ho lasciato un alpino in tenda sotto l’acqua non mi parlerebbero più, la mia casa  è la tua” e così per 4 giorni sono stato ospitato e coccolato come fossi davvero a casa mia insieme a mio figlio e con la raccomandazione che se avessi trovato qualcun altro senza riparo, altri due o tre posti sarebbero saltati fuori. Che dire quindi se non che se si semina bene, altrettanto bene si raccoglie? Detto questo la cronaca ha ripetuto il tradizionale copione con gli appuntamenti sempre intensamente partecipati da tutti come l’Alzabandiera con il Tricolore issato sulla sommità del Castello il venerdì mattina, mentre in Piazza Libertà venivano resi gli onori al Labaro dell’Associazione alla presenza delle massime autorità, seguito dalla cerimonia al Tempio Ossario dove riposano i resti di 25.000 Caduti e al cippo della Divisione Julia. È seguita al Parco Moretti l’inaugurazione della Cittadella degli Alpini, in cui sono esposti mezzi e dotazione della Truppe Alpine, della Protezione Civile dell’ANA e della Sanità Alpina, subito presa d’assalto dagli alpini partecipanti all’Adunata e da un folto pubblico. Nel pomeriggio la sfilata per le vie del centro cittadino delle tre Bandiere di guerra dell’8° reggimento alpini, del 14° Reparto Comando e Supporti Tattici, del 3° Artiglieria e lo stendardo del reggimento Piemonte Cavalleria, che davanti al Municipio, in piazza della Libertà, sono state accolte dal saluto del sindaco De Toni. Sabato mattina l’incontro tra il Presidente Ana, Cdn, Sezioni all’estero, delegazioni Ifms e i militari stranieri al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e al pomeriggio la S. Messa nella Cattedrale S. Maria Annunziata, il Duomo di Udine, celebrata dall’Arcivescovo Mons. Bruno Mazzoccato che ha ricordato l’impegno costante e prezioso degli alpini nella vita quotidiana delle comunità che sanno sempre su chi contare nel bisogno. La sera come sempre la grande festa premiata con gli unici momenti di tregua del maltempo purtroppo ancora disturbata dagli alpini idioti che malgrado le disposizioni creano disagio e soprattutto pericolo con i trabiccoli che ogni anno vengono banditi, ma che ogni anno continuano imperterriti a circolare e sarebbe utile a mio parere tornare a una pratica adottata alcuni anni fa quando sulla nostra stampa associativa venivano pubblicate le foto di questi cialtroni con i loro veicoli sopra i  quali si vantano di mettere pure il nome del proprio Gruppo o paese, mettendoli ufficialmente alla berlina con la speranza che i Presidenti di Sezione interessati prendano finalmente provvedimenti. Naturalmente non ci sono stati solo momenti da dimenticare come questi, perché nelle stesse ore in centinaia di paesi, teatri, chiese e comunità sparse in tutta la Regione si tenevano concerti corali, musicali e spettacoli che vedevano gli alpini coinvolgere la popolazione ospitante nella grande festa verde. E come sempre la domenica mattina tutto torna all’ufficialità con l’arrivo dei pullman provenienti da tutta Italia che scaricano migliaia di alpini e famigliari desiderosi di mostrare anche questa volta di esserci e di essere uniti nel rispetto degli ideali tramandati dai nostri Veci ed è significativo il fatto che calando per forza di cose il numero dei Reduci, aumenti quello delle ragazze e ragazzi dei campi scuola quale segno di continuità associativa. Purtroppo il maltempo ha certamente scoraggiato alcuni a sfilare, ma le cifre ufficiali parlano comunque di quasi 90.000 partecipanti inquadrati nelle varie Sezioni precedute dagli alpini della seconda naia, quelli delle Sezioni estere che tutti gli anni intendono con la loro presenza testimoniare la vicinanza all’Associazione e all’Italia in un corteo che è durato oltre 10 ore. E comunque, e chi l’ha provato sa cosa intendo dire, malgrado la pioggia, durante la sfilata quasi non ci si accorge del disagio e in poco tempo ci si ritrova allo scioglimento e dopo un veloce saluto agli amici del Gruppo e della Sezione ci si congeda con un arrivederci il prossimo anno a Vicenza.

Franco


 
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